Enrico Casartelli firma “Alfa e Omega sul Lago di Como”

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Un’indagine che si muove tra i suggestivi borghi del Lago di Como, un mistero che supera i confini nazionali, personaggi chiamati a confrontarsi con i propri segreti e una comunità pronta a difendere i suoi valori. Sono questi gli ingredienti di “Alfa e Omega sul Lago di Como”, il nuovo romanzo di Enrico Casartelli, pubblicato da Robin Edizioni nella collana Robin&sons.

Con questo libro, il suo undicesimo romanzo, Casartelli propone una storia capace di fondere il ritmo del thriller con l’analisi psicologica dei protagonisti e con una riflessione sui legami umani, sull’amicizia e sul senso di appartenenza. L’autore sceglie come scenario il Lago di Como, trasformandolo in molto più di una semplice ambientazione: i suoi paesaggi, i piccoli borghi e la forza delle comunità locali diventano parte integrante della narrazione, contribuendo a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente.

La vicenda si sviluppa tra il mondo dell’alta tecnologia, delle telecomunicazioni satellitari e delle investigazioni, dando vita a un racconto moderno nel quale nulla è come appare.

Da dove nasce l’idea del romanzo e qual è stata la scintilla iniziale che l’ha portata a scriverlo?

“Al mio undicesimo libro sentivo l’esigenza di ambientare il testo in un territorio dove attualmente vivo, o limitrofo. Un altro motivo è stata la visita a Naggio, un magnifico borgo sopra il lago di Como, e l’incontro con l’associazione “Amici di Naggio”, il cui presidente Fabrizio Barelli e sua madre, Maria Assunta Barelli, hanno risposto con molta pazienza alle mie curiosità su questo borgo”.

Il Lago di Como non è soltanto lo sfondo della vicenda, ma sembra diventare quasi un personaggio del libro. Quant’è importante per lei il rapporto tra territorio e narrazione?

“Molto! Ho sempre descritto luoghi che ho visitato, soprattutto all’estero e per lavoro. Mi piace descriverne le caratteristiche e in particolare le culture delle persone che ci vivono; spesso le metto a confronto risaltandone le diversità”.

Nel romanzo convivono il mondo delle telecomunicazioni satellitari, le investigazioni e le dinamiche personali dei protagonisti. Quanto della sua esperienza professionale da ingegnere e manager è confluito nella storia?

“Abbastanza. Mi sono laureato in ingegneria elettronica, ramo comunicazioni, e quindi ho delle competenze sulla trasmissione satellitare di dati, ambito in cui i due principali personaggi del libro lavorano, ma è un mondo tecnologicamente sempre in evoluzione.

D’altro canto il protagonista, Luca, è il responsabile commerciale di una multinazionale canadese e quindi ho riportato in lui parecchia mia esperienza.

Il lato tecnologico di questo romanzo è molto limitato; al contrario io spesso associo la cultura scientifica a quella letteraria e ciò non è affatto in contrasto, come ho scritto in parecchi miei articoli di saggistica”.

È la prima volta che si confrontava in maniera così marcata con questo genere? E come si è trovato a scriverlo?

“Non è la prima volta, anzi, ho scritto quasi sempre dei thriller. Il precedente a questo si basava sull’evoluzione psicologica di tre gemelli molto diversi tra di loro, ma costretti a vivere insieme dopo anni di screzi e distanze. Non amo il genere “noir”, cioè ambiti violenti o lati ambigui della società e della psiche umana”.

Tra i temi del libro emergono amicizia, senso di appartenenza e difesa della comunità locale. In un’epoca sempre più digitale e globale, quanto ritiene siano ancora centrali questi valori?

“Sono un vecchio “boomer” e ho visto nascere il mondo digitale che ha radicalmente cambiato non solo le comunicazioni, ma il nostro stile di vita.

Sono stato uno dei primi a capire l’importanza di Internet e da anni quella dell’Intelligenza Artificiale, che sarà un’altra grossa rivoluzione sociale con tanti aspetti positivi, ma ahimè, altrettanti negativi, e bisogna esserne consci.

La tecnologia rimane e deve rimanere un supporto all’umano, di conseguenza i valori, che lei ha citato, rimangono al primo post”.

Il titolo “Alfa e Omega” richiama simbolicamente l’inizio e la fine. Senza svelare troppo ai lettori, cosa rappresenta per lei questo concetto e perché ha scelto proprio questo titolo?

“Alfa e Omega sono la prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, e nel romanzo l’inizio e la fine di un intreccio narrativo che sarà svelato solo nelle ultime pagine. La decisione di utilizzarle come chiave e titolo dell’intera narrazione è stata semplicemente intuitiva”.

Quali sono i suoi progetti futuri? Continuerà a esplorare questo genere?

“Lascio temporaneamente il genere “thriller” per quello “storico”. Ho da poco terminato la stesura di un libro ambientato a Berlino Est, negli anni Settanta e Ottanta. È il secondo che scrivo in questo ambito, ma non è assolutamente un “sequel” del precedente e ho descritto anche il periodo dopo il crollo del Muro, che è stato molto traumatico per i tedeschi dell’est”.

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