Sulla scia del successo di uno straordinario esordio, il Festival delle Ville Vesuviane, diretto da Bruno Tabacchini e promosso dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, prosegue il suo viaggio tra teatro, musica e danza, confermando la vocazione della rassegna a trasformare dimore storiche e luoghi monumentali in palcoscenici di cultura e bellezza.
Sabato 11 luglio, alle 21, Villa Mascolo a Portici accoglierà Massimiliano Gallo con “Lettera ad Eduardo”, intenso omaggio al grande Eduardo De Filippo. Affiancato da Carmen Scognamiglio e dall’ensemble Napoli Nord Big Band diretta da Mimmo Napolitano, l’attore costruisce una ideale conversazione con il Maestro, raccontandone l’arte, l’umanità e l’eredità lasciata al teatro italiano. Più che uno spettacolo, un atto d’amore che intreccia parole, musica e memoria.
Domenica 12 luglio, alle 21, Villa Campolieto a Ercolano farà da cornice al Gran Galà “Eccellenze della Danza”, Premio DAS Danza Arte Spettacolo. Protagonista l’étoile Giuseppe Picone, affiancato dagli interpreti del Teatro di Stato di Monaco di Baviera e del Varna Opera Theatre, insieme a giovani talenti provenienti dal Teatro alla Scala e dalla Campania. La direzione artistica è affidata a Francesco Annarumma, che firmerà anche la coreografia conclusiva con il suo Dance Project Junior.
La programmazione si sposterà quindi a Palazzo Bisignano, nel cuore di Barra. Martedì 14 luglio, alle 20.30, Fabrizio Mandara accompagnerà il pubblico in un raffinato percorso dedicato alla canzone classica napoletana. Voce e chitarra saranno gli strumenti di un recital essenziale e coinvolgente, capace di restituire il fascino della grande tradizione partenopea alternando pagine poetiche e celebri macchiette.
Mercoledì 15 luglio, sempre alle 20.30, spazio alla prima nazionale di “Una famiglia particolare. Ritratto teatrale di Peppino De Filippo”, con regia e drammaturgia di Luigi Russo. In scena Domenico Pinelli, Mariachiara Augenti e lo stesso Russo, con le musiche del maestro Sergio Colicchio. Lo spettacolo restituisce un ritratto profondo e autentico di Peppino De Filippo, lontano dalla semplice celebrazione, per raccontarne la dimensione più intima, quella dell’uomo e dell’artista che ha trasformato la propria esperienza di vita in una delle pagine più preziose del teatro italiano.

















