SANT’ANTONIO ABATE – Rendere fruibile Villa Cuomo, valorizzarla come merita, inserirla in un percorso turistico più ampio che possa finalmente comprendere anche Sant’Antonio Abate e promuovere nuove attività di scavo archeologico.

Con questo obiettivo, è stato firmato un importante protocollo d’intesa tra il Comune di Sant’Antonio Abate, la Soprintendenza di Napoli, il Parco Archeologico di Pompei e la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”.

Per l’occasione, nel sito archeologico di Villa Cuomo si è svolta una conferenza stampa di presentazione dell’accordo tra i vari Enti. A fare gli onori di casa il sindaco Ilaria Abagnale.

Una nuova campagna di scavo realizzerà quanto auspicato da Carlo Cuomo, che quasi cinquant’anni fa diede prova di spiccato senso civico e investì tempo e risorse economiche alla scoperta del sito archeologico.

Quella villa, seppellita dalle ceneri e dal tempo, tornerà alla luce grazie ad un finanziamento del Ministero dei Beni culturali come spiegano Mariano Nuzzo, dirigente della Soprintendenza Archeologica di Napoli e provincia e Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei

Un luogo dove riscrivere la storia agraria di Sant’Antonio abate questo l’obiettivo della Federico II come sottolinea ; il professor Danilo Ercolini, preside della Facoltà di Agraria

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