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Gigi D’Alessio, un episodio d’amore al Maradona (VIDEO)

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NAPOLI (Di Anna Calì) – C’è un’onda che travolge, accarezza e non chiede il permesso. È l’onda dell’emozione, quella che ha invaso lo stadio Diego Armando Maradona in due notti d’incanto, dove il calcio ha lasciato spazio al canto, e l’azzurro del Napoli ha incontrato l’oro della musica.

Gigi D’Alessio ha scritto un’altra pagina della sua storia e di quella di Napoli: con due serate da tutto esaurito nello stadio che porta il nome di un Dio. Ma in quelle notti, il Dio del pallone ha lasciato il centro del campo a un uomo con un pianoforte e una voce che ha il timbro della verità. Due sere in cui il Maradona non ha visto goal, ma abbracci in musica, con i cuori che battevano allo stesso ritmo: il suo.

E poi, quel momento che resterà nella memoria di tutti: le prime note di “Non dirgli mai” e “Annarè”, e la voce di Gigi che, per qualche secondo, si fa da parte. Perché è il pubblico a cantare. Forte, compatto, commosso. Talmente intenso da impedirgli di andare avanti. E lui lì, in silenzio, con gli occhi lucidi, a guardare quel popolo che non smette mai di stupirlo.
Una scena che non accade altrove, che non si improvvisa: accade solo a Napoli, dove il pubblico non assiste, ma partecipa; dove non si va a un concerto, si va a casa. Perché Gigi, per i napoletani, non è solo un cantante: è uno di famiglia, è la colonna sonora della domenica mattina, delle notti d’estate, dei primi amori e delle lacrime nascoste.

Sul palco, la scaletta è un viaggio nel tempo. Si parte da Quanti amori, si attraversano Como suena el corazón, Un nuovo bacio, per poi ritrovarsi, come in una sorpresa, a cantare con le nuove generazioni. Non c’è solo nostalgia: c’è connessione, c’è attualità. Quando sale Geolier, la platea esplode: Napoli ieri, Napoli oggi, Napoli che si reinventa senza tradirsi. L’episodio d’amore è tutto qui: due voci diverse, ma lo stesso cuore.

E poi, quel momento che ha fatto tremare anche i cuori più forti: LDA sul palco con suo padre, in un duetto che non è solo performance, ma un testamento d’amore, un abbraccio tra due generazioni che si rispettano. È come se Gigi avesse detto a suo figlio, con gli occhi prima che con la voce: “Tu che ne sai”, ma con l’orgoglio di chi ha già visto fiorire il futuro.

Tra il pubblico, brillano anche le stelle del Napoli campione d’Italia: Matteo Politano e Cyril Ngonge, che si godono lo spettacolo come due tifosi qualunque. Ma il parallelo è inevitabile: se loro hanno fatto sognare in campo, Gigi lo fa ogni volta con una canzone. Campioni d’Italia loro, campione d’Italia lui, nella musica che appartiene al popolo.

E mentre il cielo sopra Fuorigrotta si accendeva di luci e coriandoli, è arrivato l’annuncio che tutti aspettavano: altre due date a Piazza del Plebiscito, il 26 e il 27 settembre, nuovi giorni che si aggiungono alle date del 19, 20 e 21 già in programma. Come dire: “Sei importante”, come cantava un tempo. Perché questa storia d’amore, quella tra Gigi e la sua città, non ha bisogno di lieto fine: continua, si rinnova, cresce.

In un mondo dove tutto cambia in fretta, lui resta. Con la sua voce graffiata e sincera, con le sue canzoni che sembrano lettere mai spedite. Con Napoli nel cuore, e il cuore di Napoli che batte con lui.
Un episodio d’amore? No.
Un romanzo in musica. E non è ancora finito.

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