NAPOLI – “L’edizione 2020 dei David di Donatello, l’Oscar del cinema italiano, riafferma la straordinaria forza del cinema realizzato ed ambientato a Napoli.

Valeria Golino è la miglior attrice non protagonista per il film ‘5 è il numero perfetto’ che racconta una Napoli inedita e noir.

‘Selfie’ di Agostino Ferrente ha vinto il premio per il ‘Miglior documentario’, con un docufilm interamente girato con un cellulare e che racconta la vita dei giovani al Rione Traiano, il quartiere di Davide Bifolco
E ancora, la bravura di Maurizio Braucci premiato per la migliore sceneggiatura non originale per Martin Eden e quella di Valia Santella che ha firmato la migliore sceneggiatura originale de Il Traditore.

Un David tutto napoletano insomma, un nuovo, ennesimo riconoscimento all’estro e alla bravura dei nostri artisti e alla struggente bellezza di Napoli. A tutti vanno i complimenti della Città e l’abbraccio virtuale, anche qui come ieri sera, con l’auspicio di poterlo fare al più presto a Palazzo San Giacomo.”

Le insegne accese dei cinema, grazie al flash-mob organizzato stasera dall’Anica hanno portato bene a Il TRADITORE di Marco Bellocchio (che si porta a casa sei statuette: film, regia, attore protagonista, Pierfrancesco Favino, e non protagonista Luigi Lo Cascio, sceneggiatura originale e montaggio.

Gli tiene testa solo PINOCCHIO di Matteo Garrone con cinque David tutti tecnici (scenografia, effetti visivi, trucco, costumi e acconciatura) in una edizione, la 65a, dei David di Donatello all’ombra della pandemia e tutta in diretta su Raiuno con collegamenti con in candidati in remoto dalle proprie abitazioni e con in studio, il maestro di cerimonie Carlo Conti.

Una serata sempre nel segno di un cinema che non vuole morire, ma anzi vuole riaprire al più presto con tanto di lungo appello alle maestranze di #siamotutticinema e il messaggio di Dario Franceschini ministro della Cultura e del turismo che garantisce un suo impegno “24 ore al giorno” e ha ricordato i molti ammortizzatori sociali dedicati per l’occasione a tutte le categorie nel segno di voler proteggere davvero tutte le maestranze. Riapertura?

“Lo decide il comitato tecnico scientifico ci sarà un incontro lunedì. Per ora nella prossima estate contiamo sulle arene, piazze grandi dove è più facile gestire la sicurezza e il distanziamento”. La cerimonia degli ‘Oscar’ italiani, nonostante alcuni impacci nei collegamenti da remoto, si è rivelata per niente ingessata, vissuta dai candidati in casa, con i familiari che spesso ha fatto irruzione nello schermo come è stato per la figlia di Jasmine e i figli di Lo Cascio.

Tutto parte con la lettera di Sergio Mattarella a Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema in cui si augura che il nostro Paese “dopo la drammatica epidemia” sia capace di recuperare ispirazioni quindi “tornare a sognare e a far sognare” che è la virtù principale del cinema.

Tra i momenti più belli quelli molto discreti di una Franca Valeri che alla soglia dei cento anni (li farà a luglio), ha ricevuto giorni fa nella sua casa il David Speciale 2020 e che a un certo punto dice: “La comicità quando è fatta bene può anche commuovere”.

E ancora molto bello il ricordo di Christian De Sica di Sordi nel centenario della nascita: “Quando entrava in casa era una gioia. A differenza di molti comici non era per niente lugubre”. Per LA DEA FORTUNA di Ferzan Ozpetek due statuette, quella andata a Jasmine Trinca migliore attrice, a cui si aggiunge il premio al produttore.

Tra gli altri premi quello andato a Valeria Golino come miglior attrice non protagonista andato per 5 È IL NUMERO PERFETTO di Igort mentre Il PRIMO RE di Matteo Rovere vince per la fotografia, Daniele Ciprì, e la produzione. Frase cult di questa singolare serata quella di Favino che ha raccontato come una signora complimentandosi con lui per strada gli abbia detto:”torni presto a trovarci”. Frase fatta sua anche dalla Detassis come un augurio per il cinema.

«La Campania del Cinema – ha dichiarato il Presidente Vincenzo De Luca – è stata protagonista anche quest’anno alla cerimonia di consegna dei David di Donatello. Una serata speciale che ha confermato la qualità dei nostri talenti, ma anche l’importanza della strategia di valorizzazione della cultura cinematografica che la Regione ha sostenuto e continuerà a sostenere, a partire dai fondi stanziati grazie alla legge “Cinema Campania” del 2016, che ha contribuito a imprimere una svolta all’intero comparto. Un comparto duramente colpito dagli effetti della pandemia, insieme all’intero mondo della cultura e dello spettacolo. La Regione – ha aggiunto De Luca – è impegnata proprio in questi giorni a un dialogo e confronto costruttivo proprio per affrontare tutte le problematiche e le criticità emerse negli ultimi due mesi. Sono già in corso contatti con le varie categorie e dalla prossima settimana metteremo in campo iniziative di ascolto e confronto con tutti i protagonisti di un settore importante e qualificante della nostra regione”.

Ai “David”, motivo di orgoglio, non è solo l’affermazione di Valeria Golino, napoletana, quale miglior attrice non protagonista per “5 è il numero perfetto” di Igort, che ha ricevuto un contributo con i fondi del Piano Cinema Campania del 2017; ma anche il riconoscimento ottenuto da “Martin Eden” per la miglior sceneggiatura non originale firmata da Pietro Marcello e Maurizio Braucci, un film che abbiamo sostenuto grazie al Piano Cinema del 2018». Entrambi i film erano aspiranti vincitori per diverse categorie di premi.

«Igort era candidato come miglior regista esordiente – spiega Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania – mentre due personalità di spicco della cinematografia italiana, i campani Toni Servillo e Carlo Buccirosso, per la stessa opera, concorrevano rispettivamente come miglior interprete e miglior attore non protagonista. Inoltre “Martin Eden” di Pietro Marcello aspirava alla statuetta del David, tra l’altro, anche come miglior film e per la regia. Tutti veri testimoni di eccellenza».

(ANSA).

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