NAPOLI – Napoli anni 70. Quartiere Barra/San Giovanni a Teduccio, periferia, quella tosta. Il corpo di un maestro di violino viene trovato immerso in un lago di sangue nel cortile del suo palazzo e di lì a pochi giorni, da una colonna pluviale otturata fuoriesce un braccio peloso con la mano priva delle falangi.

E’ l’inizio de “Il maestro di violino. Napoleone Esposito l’investigatore del mare” ultima fatica dello scrittore Gino Corcione edito da Lupi editore.

Il libro parla di un amministra di un fabbricato Napoleone Esposito, giovane ragioniere importato dalla provincia, vittima di un nome troppo pesante, da sempre accorciato in Popò, da amici e detrattori, e aspirante investigatore privato: il sogno della sua vita.

Bello e ingenuo, Napoleone Esposito si lancia a capofitto in un mare di guai, cercando di dipanare una matassa che lo metterà di fronte a realtà impensabili e sconosciute ai più, dove talvolta la Giustizia si scontra con la Legge, troppo spesso impotente o assente.

Nel suo primo viaggio verso una nuova consapevolezza della vita che ha scelto, Napoleone conosce Nadia, donna bellissima e sensuale, anche troppo, e conosce il mare che sarà il suo più grande amore e che per uno strano destino lo accompagnerà sempre nelle sue indagini: Napoleone Esposito, l’investigatore del mare.

Nell’intervista il pensiero dell’autore

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