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“Il palazzo delle ombre” un giallo ad alta tensione scritto da Svevo Ruggeri

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“Il palazzo delle ombre” di Svevo Ruggeri è edito da Spirito Libero edizioni, ed è in distruzione in prima edizione da Marzo 2023.

Siamo a Roma, sul fossato di Castel Sant’Angelo, viene rinvenuto il cadavere di una donna, solo tre giorni dopo, sarà ritrovato nelle stesse condizioni, quello di un uomo. Entrambi non hanno con sé i documenti, e appaiono alle forze armate come perfetti sconosciuti. Sarà Filippo Donati ad occuparsi delle indagini, destreggiandosi tra l’investigazione e il sedare i media sulla possibile presenza di un killer locale. Il personaggio principale è quello di Norman Lanzaldi, rimasto orfano da tempo, vive la sua vita in una routine noiosa, fino al lascito ereditario di suo zio, l’architetto Lanzaldi. Non solo denaro quello lasciato in eredità, ma anche il palazzo Bartolomeo De Dossi, in pieno centro a Roma. Da qui una serie di misteri, vissuti in compagnia di Marie Claire, l’unica di cui si fida Norman, e con la quale vive un’intensa passione. Saranno molti gli elementi polizieschi attraverso un’indagine che chiama a rispondere la fondazione Genos, di cui era a capo il dipartito Lanzaldi. Non mancheranno l’inserimento di numerosi personaggi, come la giovanissima Marta Ranieri, che inconsapevolmente si riscopre medium. La casa, l’elemento centrale da cui si dispiega una coinvolgente storia. Una casa che cambia di continuo, gemella di altre sei esattamente identiche e speculari, che si erge su sette nuclei energetici. Una storia ad alta tensione, che fino alla fine accompagnerà il lettore in una vicenda in cui la verità è sempre dietro l’angolo.

Il palazzo delle ombre, esordio letterario. Come nasce l’idea e com’è stato approcciarsi a questo genere?

“C’è un’idea principe alla base di tutta la storia ed è quella di voler parlare dell’incomunicabilità che esiste tra le persone, soprattutto a livello sentimentale. Da questa idea di base, è nata la struttura narrativa profonda del romanzo. Per il genere, io lo definirei un mystery esoterico, ambientato a Roma e tratta non soltanto delle vicende che vanno a interessare ogni personaggio, ma anche un’evoluzione spirituale di ognuno di essi, all’interno di una struttura narrativa che strizza un po’ l’occhio al thriller. La lettura è improntata molto sul mistero: quello della vita e della morte e tutte quella serie di domande che ci poniamo e che ci fanno riflettere, a prescindere se esista o meno una risposta, e che mi piace porre al lettore attraverso la lettura, in modo tale che egli si ritroverà a fare un percorso parallelo insieme ai personaggi.”

Un genere giallo presente con due omicidi ma al contempo anche un po’ soprannaturale perché è presente un elemento cardine: oltre a Lanzaldi, il protagonista principale, abbiamo anche la casa, un altro elemento che unisce tutta la storia

“Sì, due omicidi con un’indagine. Ma la trama in sé è strutturata su tre livelli: Norman Lanzaldi, nipote che eredita una grossa cifra di danaro da parte dello zio Marco Lanzaldi, che durante la vita è sempre stato assente. Nel lascito, oltre i soldi, c’è anche un palazzo situato nel centro storico di Roma. Un palazzo magico, sotto tanti aspetti, perché “cambia”: è un palazzo energetico e pulsante che sente le emozioni e si uniforma alle necessità del suo proprietario. Quindi, all’interno, sono presenti delle stanze che possono cambiare a seconda dei momenti, ma non è tutto. Ci sono sette stanze padronali e all’interno di ognuna di esse è presente un messaggio, una lettera, che lo zio ha lasciato a Norman. Passo dopo passo, stanza dopo stanza, il protagonista si ritroverà non soltanto a conoscere per la prima volta suo zio, ma inizierà un viaggio verso la comprensione di se stesso, e un profondo percorso della propria anima. In questa avventura è accompagnato da una sua amica, Marie Claire, in realtà è più di un’amica ma il sentimento tra i due è taciuto. Il secondo livello è quello che vede protagonista il capitano dei carabinieri Filippo Donati, e la relativa indagine per comprendere chi abbia assassinato quelle due persone ritrovate lungo il Tevere.”

Ma c’è anche un’altra protagonista donna che incontriamo nella lettura

“Esatto. C’è anche Marta Ranieri, ed la protagonista del terzo livello della storia, una studentessa in psicologia che ama tanto la fotografia. Le piace molto girare per Roma, ovviamente nel centro storico, e quando sente la necessità inizia a scattare foto. Lei è una ragazza intorno ai 20 anni che ha avuto un percorso di vita travagliato, sin da bambina. Sente di avere una voce dentro, un qualcosa che la destabilizza profondamente, e scoprirà, nel corso della narrazione, di avere un dono: quello di essere una medium.”

Come mai la scelta di ambientarlo a Roma e per lei quant’è importante la casa?

“Roma perché è la mia città e la amo particolarmente, ma in realtà è perché la capitale ha anche una sua particolarità, se la si riesce a cogliere: ha una sorta di voce millenaria che racconta se stessa, e se tu riesci a entrare in comunicazione con la città, riesci ad avvertire questa eco. C’è questo qualcosa che viene dal passato, che ti entra dentro e non ti molla più.

L’importanza della casa per me è basilare, perché deriva dalla mia storia. Vivo in una casa che è stata prima dei miei nonni e poi di mia madre. Ci sono ricordi diversi, ed è una casa quasi museale sotto tanti aspetti. A me dà emozione e mi sento molto a mio agio in questo caos di oggetti e ricordi che vengono dal passato. Mi sento parte di essa e questo mio sentire l’ho voluto riproporre nel romanzo, specie nelle descrizioni del palazzo.”

Cos’è più stimolante? La professione di giornalista o di scrittore?

“Sono giornalista di impostazione culturale, e mi ha dato molte soddisfazioni, ma anche tantissimi patemi. Ora posso affermare con certezza che: faccio il giornalista e sono uno scrittore. Da quando ho iniziato a scrivere non c’è giorno che io non scriva qualcosa, è come imparare a suonare uno strumento: bisogna dargli costanza. Io credo che più si scriva, più si migliori non solo nello stile ma anche nello sviluppare idee e creare un aspetto psicologico dei personaggi. Ergo è molto più stimolante per me essere uno scrittore.”

Ci si aspetta un prosieguo dopo questo esordio letterario

“Sì, sono già all’opera con un nuovo testo. Il romanzo in sé “Il Palazzo delle Ombre”, ha tanti spunti da poter riprendere e sviluppare in nuove storie. Quindi, sì. Ci sarà un secondo capitolo. Anche perché c’è stato un bel riscontro da parte del pubblico, che ha voluto credere in un’opera prima di uno scrittore italiano, del tutto sconosciuto fino a qualche mese fa. Mi sono arrivati messaggi ed email, anche alla casa editrice Spirito Libero, in cui mi richiedevano di riproporre in una nuova storia le suggestioni vissute nel primo romanzo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i lettori: avete reso concreto, vero e attuale il mio sogno di diventare scrittore, e ve ne sarò sempre grato.

Nel nuovo romanzo la protagonista principale sarà Marta con i suoi doni e poteri da vivere e sperimentare in qualche modo. Continuerà ad avere lo stesso filone del primo, senza un genere specifico se non il mistero, perché mi piace che il mistero stesso possa essere una parte vitale che muove e determini la nostra vita. Esso è alla base di tutto. Un mistero vivo e concreto allo stesso tempo.”

 

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