NAPOLI (di Rosanna Astengo) – “La cultura è l’unico aspetto in cui l’Italia può avere un ruolo di protagonista”: queste le parole di Paolo Giulierini, direttore del MANN, in occasione dell’anteprima dell’inaugurazione della mostra “Canova e l’antico” che sarà ospitata all’interno del prestigioso museo fino al prossimo giugno.

“Un evento epocale”, prosegue il direttore, “che restituisce alla città di Napoli il ruolo di protagonista nazionale ed internazionale nel panorama culturale”.

Presenti all’evento il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele e una folta delegazione proveniente dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, oltre al prof. Giuseppe Pavanello, curatore dell’allestimento e già Consiglio scientifico della Fondazione Canova di Possagno, dove dirige il Centro Studi Canoviani.

Una mostra che riporta al Museo Nazionale la propria vocazione narrativa, che non si limita alla sola archeologia: ai tempi dei Borbone infatti il museo raccoglieva, oltre al materiale archeologico proveniente da Pompei ed Ercolano anche i quadri che oggi sono esposti nella pinacoteca del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

E a ben guardare, come lo stesso Giulierini ha dichiarato, la mostra di Canova non si pone fuori dal contesto proprio del MANN, anzi, la produzione artistica di Canova va considerata un effetto degli scavi di Pompei e di Ercolano, ed il neoclassicismo del grande scultore non fa altro che valorizzare, conservare e “tutelare” in qualche modo il grande patrimonio archeologico che proprio in quegli anni veniva alla luce.

In esposizione oltre 110 opere, tra le quali le più iconiche di Canova, come ad esempio “Le Tre Grazie”, “La danzatrice con le mani sui fianchi”, “Ebe”, “Endimione dormiente”, il gesso di Paolina Borghese, ed in più tempere, disegni, bassorilievi, per un viaggio alla scoperta della vita e delle opere dello scultore.

La mostra è realizzata dal Mibac, Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, la Gypsoteca Antonio Canova di Possagno e il Museo Civico di Bassano del Grappa.

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