NAPOLI (Di Anna Calì) – “Vulío”, in italiano: desiderio. Ed è stato questo il desiderio di Joe Barbieri che ha realizzato per questo nuovo anno. Realizzare quattro dischi con canzoni napoletane. Il primo uscito il 12 gennaio e già disponibile su tutte le piattaforme digitali streaming va a racchiudere le seguenti canzoni: Accarezzame, Lazzarella, Dicitencello Vuje e Cammina Cammina. Precedentemente questo lavoro discografico è stato anticipato dall’inedito “Vulesse ‘O Cielo”. I restanti brani verranno svelati in digitale a gruppi quattro canzoni ogni metà dei mesi successivi, per poi racchiuderli in un unico cd previsto per aprile. Sarà proprio aprile il mese che darà il via al tour di Barbieri che lo porterà in molti teatri e festival italiani. Barbieri decide di mettersi in gioco e di affrontare uno dei progetti più importanti ed emozionanti della sua carriera artistica, ovvero rendere omaggio alla grande canzone napoletana. La musica napoletana, quella che è stata omaggiata dai più grandi, colei che viene cantata in tutto il mondo e che non tramonterà mai. Un inno alla città di Napoli e alle emozioni che trasmettono queste canzoni.
Un nuovo disco che esalta la canzone napoletana. Come mai questa scelta?
“È una prima puntata di questo disco che uscirà a tappe, 4 canzoni al mese sino ad aprile, momenti in cui tutti i brani più altri quattro verranno raggruppati in un cd fisico. Essendo musicista napoletano ho sempre convissuto con questo ideale gigantesco e ho sempre considerato inavvicinabile per il valore, il livello, la poesia e la qualità. Nel momento in cui ho compiuto 50 anni, 30 dei quali passati a fare musica da professionista, certi timori cadono e quindi c’è il desiderio di abbracciare questa eredità e farle una carezza. Questo album è un gesto d’amore nei confronti di quello che fa parte del mio DNA”.
Delle prime quattro canzoni, qual è quella che le ha lasciato più emozioni e qual è quella che è stata più difficile da dover intrepretare?
“Per assurdo devo dire che nessuna è stata difficile, per la semplice ragione che sono tutte canzoni alle quali io mi accosto nella vita di tutti i giorni e nel privato, con semplicità. Le ho sempre cantate e le ho sempre sentite un po’ mie, come qualsiasi napoletano. Sentendole mie, mi sono sempre accostato con la semplicità e senza cercare di farle diventare qualcos’altro, eppure sento che nonostante siano quattro canzoni ben investigate in passato da altri artisti, mi appartengono ed è una bellissima sensazione.”
La copertina scelta non richiama Napoli in sé, perché sono presenti delle rondini nere con una rondine rossa che spicca maggiormente, come mai questa scelta?
“Vulio è il titolo dell’album, ovvero desiderio ed è il mio desiderio di cantare Napoli. Ma questa parola ha anche un’assonanza con “volo” quindi con le ali del desiderio. Lo trovo che abbia un doppio significato. Tra le rondini nere, quella rossa dipende dal videoclip l’unico inedito “Vulesse ‘O Cielo” e se volete scoprire il perché dovete vedere il video e scoprirete il tutto.”
È il desiderio l’elemento cardine e lei con chi desidera duettare?
“Tra i duetti impossibili, non ho fatto in tempo a fare un duetto con il Maestro Pino Daniele. Tra quelli possibili, invece, a breve avrò il piacere di farli. Il 17 maggio ci sarà la tappa napoletana e sul palco del teatro Acacia verranno a salutarmi e a cantare con me alcuni artisti della musica napoletana. Uno scrittore straordinario, Maurizio De Giovanni ma ci saranno anche tre persone che stimo profondamente: Teresa De Sio, Raiz ed Enzo Gragnaniello”.
Com’è cambiato Barbieri dall’inizio della sua carriera a oggi e cosa direbbe al Barbieri del passato?
“Oggi sono sempre molto contento di tutto ciò che faccio. Sono vent’anni che sono anche un indipendente e faccio tutto ciò che mi passa per la testa, anche se lo programmo. Al Joe di quando ho iniziato gli direi che: andrà tutto bene”.
Come cura le sue corde vocali e quanto riposo?
“Non le curo, ma riposo molto perché non sono uno che canta sempre. Facendo anche lavoro “d’ufficio” e non soltanto artistico riposo abbastanza”.
Com’è nata la passione per la musica?
“Non lo so, ride (n.d.r) in casa c’era sempre tanta musica. Ma è la musica che mi piace fare oggi. A 14 anni ho scoperto di amare scriverla la musica, mi sento un autore più che un esecutore di musica. Non so come sia nata, ma credo sia frutto di un’esigenza espressiva. differenza di quello che sembra, non sono uno di tante parole. Attraverso la musica posso esprimermi. Prima di sentirmi con te ho letto che: “La musica ci permette di dire quello che non si può dire e di dire quello che non si può tacere”.
Cosa si aspetta dopo questo lavoro?
“Mi godo il viaggio anziché l’aspettativa. Registrare le canzoni e abbracciarle per me è fonte di enorme gratificazione. Ad aprile inizia il tour e la prima regione sarà la Puglia. Per ora non ho spazio per altri desideri. ”
I colori delle copertine saranno sempre uguali?
“No, sono tutte diverse. E il prossimo uscirà il 22 febbraio”
















