“La libertà è scegliere chi essere”: Ludovica Ferraro racconta il suo percorso nel cinema

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Rinascita, libertà e possibilità di riscrivere il proprio destino: sono questi i fili che attraversano La salita, il film diretto da Massimiliano Gallo e interpretato da Ludovica Ferraro.

Un racconto che va oltre la narrazione cinematografica per trasformarsi in un viaggio umano, fatto di cadute, scelte e nuove consapevolezze.

In questa intervista, Ludovica Ferraro apre uno sguardo sincero sul suo percorso artistico e personale, raccontando il significato profondo del film, il valore della libertà, anche attraverso l’errore, e l’importanza di mettersi continuamente in discussione.

Dall’incontro con il regista alle emozioni vissute sul set, fino ai progetti futuri, emerge il ritratto di un’attrice in crescita, guidata dal desiderio di raccontare storie autentiche e capaci di lasciare un segno.

“La salita” sembra raccontare un percorso interiore oltre che narrativo: cosa rappresenta per lei questa “salita”?

“Per me “la salita” è sinonimo di rinascita: la possibilità di rialzarsi ogni volta che si cade e ritrovare fiducia nel proprio percorso.

Nel film è anche una metafora del futuro: qualcosa che può cambiare, una speranza da raggiungere con impegno e coraggio”.

Il film mette molto al centro il tema della libertà, anche attraverso l’errore: come si traduce questo messaggio nel suo personaggio?

“La libertà è al centro del film ed è strettamente legata alla scelta.

Significa decidere chi essere e che direzione dare alla propria vita, anche partendo da condizioni difficili.

È la possibilità concreta di cambiare il proprio destino, e quindi un vero atto di coraggio”.

C’è una scena o un momento del film in cui si è sentita particolarmente vicina al personaggio?

“Mi sono sentita particolarmente vicina al mio personaggio verso la fine del film, nella scena in cui i detenuti si preparano a entrare in scena.

È un momento carico di emozione, che mi ha ricordato le mie prime esperienze sul palco: quella sensazione intensa che, ancora oggi, rende questo lavoro sempre nuovo”.

Quando ha capito che la recitazione sarebbe stata una parte così importante della sua vita?

“Ho capito che la recitazione sarebbe stata fondamentale per me intorno ai 13 anni, partecipando al Giffoni Film Festival.

Lì, a contatto con film, attori e registi, ho avuto la consapevolezza che volevo dedicarmi a questo mondo.

In realtà, la passione nasce ancora prima: da bambina amavo ascoltare e inventare storie, e già a scuola scrivevo piccoli racconti.

Poi, a 14 anni, ho iniziato a studiare teatro e da allora è diventato un percorso sempre più consapevole, fatto di studio, sacrifici e crescita personale”.

Quant’è importante, per un’attrice, attraversare momenti di crisi o dubbio per crescere artisticamente?

“La crisi è fondamentale per un’attrice.

Non si può restare nella propria zona di comfort: bisogna mettersi in discussione, vivere, sbagliare, trasformarsi.

È proprio attraverso questi momenti che si cresce e si arricchiscono i personaggi di sfumature autentiche. La crisi, in fondo, è ciò che permette di evolversi”.

Com’è stato lavorare con Massimiliano Gallo in questo progetto? E qual è l’insegnamento più grande che si porterà addosso per sempre?

“Lavorare con Massimiliano Gallo è stato un privilegio.

È un regista empatico, molto preparato e capace di mettere gli attori a proprio agio.

Sa esattamente cosa vuole e riesce a trasmetterlo con chiarezza e leggerezza.

Sul set si respira un clima familiare, fatto di professionalità e grande umanità. È stata un’esperienza per cui sono davvero grata”.

Dopo La salita, quali sono i suoi prossimi obiettivi o progetti? E che tipo di storie le piacerebbe raccontare in futuro?

“In futuro mi piacerebbe continuare a lavorare con Massimiliano Gallo, sia a teatro che al cinema, perché si è creata una bellissima sintonia.

Allo stesso tempo, desidero raccontare sempre più storie: storie vere, poco conosciute, capaci di lasciare qualcosa.

Ho avuto anche esperienze importanti recentemente, tra cui un lavoro su una leggenda napoletana e nuovi progetti tra cinema e fiction. Il mio obiettivo è continuare a crescere e a raccontare il mondo attraverso personaggi autentici”.

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