Ventitrè concerti compongono l’ossatura principale della stagione 2026 promossa dall’Associazione “Maggio della Musica”, presieduta da Luigia Baratti, direttore artistico Stefano Valanzuolo. La programmazione si distribuisce in un arco di nove mesi, con quaranta ospiti italiani e stranieri accolti a Napoli in Villa Pignatelli che resta sede privilegiata della rassegna ospitando più della metà degli appuntamenti in locandina, e al Museo Darwin Dohrn con il quale si riafferma una collaborazione già premiante, dove sono programmati i restanti eventi della stagione.
Per il terzo anno consecutivo si registra un incremento di offerta, in termini numerici, a testimonianza di una programmazione da sempre finalizzata a ottimizzare il rapporto tra spesa e qualità artistica. I molti ospiti daranno corpo a una proposta che declina il concetto di “classico” in forme molto spesso originali, attingendo a repertori diversi per epoca storica e tipologia di linguaggio, alternando opere di ampia riconoscibilità ad altre di ascolto inconsueto.
Rispetto al passato, la stagione 2026 del “Maggio della Musica” punta in maniera ancora più incisiva sulle matinée musicali, forte del riscontro ottenuto negli ultimi anni: quasi tutta la sezione autunnale della rassegna si svolgerà, infatti, di domenica mattina.
Il cartellone lascia spazio, tra molti protagonisti musicali di primo piano, anche a vari emergenti di successo, in ciò ribadendo una filosofia di programmazione consolidata. Il calendario degli eventi è formulato in modo da non sovrapporsi, nei limiti del possibile, ad altre proposte musicali cittadine, in un’ottica di offerta integrata sul territorio. In locandina compaiono diversi nomi nuovi per la platea napoletana, talvolta impegnati in programmi trasversali, che alla classica affiancano il jazz o il pop, e alla musica altre forme espressive.
“Tra le novità di quest’anno – afferma Luigia Baratti, presidente dell’Associazione – il Maggio propone due nuove collaborazioni: una con l’Associazione Medici di Strada che vedrà devolvere a loro l’incasso del concerto del 31 maggio e una con la Fondazione Murolo con la quale accendiamo un nuovo focus sui giovani organizzando quattro concerti, uno al mese da settembre a dicembre, con protagonisti tutti chitarristi. Infine il Premio che diamo nell’ambito del contest Maggio del pianoforte, sempre dedicato ai nuovi artisti, da quest’anno sarà intitolato a Giuseppe Fucci, cofondatore del Maggio scomparso di recente che lascia un grande vuoto nella nostra Associazione”.
“La programmazione del Maggio della Musica – aggiunge il direttore artistico Stefano Valanzuolo – punta anche quest’anno sulla presenza in cartellone di solisti di fama internazionale assieme a musicisti emergenti e, soprattutto, sulla possibilità di proporre al pubblico artisti illustri al loro debutto napoletano.
È il caso, per esempio, del percussionista Simone Rubino, del clarinettista Kevin Spagnolo, del Chaos String Quartet. Il repertorio classico convive con il grande jazz, rappresentato soprattutto da Uri Caine in piano solo, e con la musica italiana d’autore – ivi inclusa la canzone – cui concedono attenzione preziosa, tra gli altri Paolo Jannacci e Peppe Servillo. Il tentativo evidente è quello di indicare strade alternative al pubblico e, prima ancora, di attirare schiere di spettatori nuovi, meno integralisti e più curiosi”.
Si inaugura il 24 aprile con il Piano Duo di Paolo Jannacci e Daniele Moretto, ma tra i primi appuntamenti si segnala anche Simone Rubino, da molti ritenuto per doti tecniche e densità di carriera il massimo percussionista italiano, che debutta a Napoli dopo essersi esibito da solista con le orchestre dei Wiener Philharmoniker e di Santa Cecilia: suscita grande curiosità il suo Bach alla marimba.
Prima volta in città anche per il clarinettista Kevin Spagnolo, vincitore a 22 anni del Concorso di Ginevra, già solista al fianco dell’orchestra del Mariinskij. Spagnolo esplorerà, in duo con il pianista Simone Rugani, il Novecento storico e non solo, guardando alle suggestioni del Cinema.
Giovani e italiani sono i quattro pianisti che si contenderanno la vittoria del contest Maggio del Pianoforte, tradizionalmente al centro della proposta del “Maggio della Musica”. I partecipanti – Nicolas Giacomelli, Giuditta La Marca, Giovanni Pierotti, Paolo Salvi – provengono da scuole di alto perfezionamento (Accademia di Pinerolo) e da percorsi formativi intrapresi con pianisti illustri.
Il vincitore del contest 2025, Paolo Ehrenheim, è presente nella stagione 2026, come da prassi. Giovane per formazione ed età dei componenti è anche il Chaos String Quartet di Vienna, già protagonista in contesti prestigiosi, dal Concertgebouw alla Wigmore Hall.
Sul versante classico si muovono altri solisti importanti come il pianista Orazio Sciortino, ben noto pure come compositore, e il violinista Francesco D’Orazio, l’uno e l’altro alle prese con autori in buona parte da scoprire; Ciurlonis per Sciortino, Part per D’Orazio. Quest’ultimo, sospeso da sempre tra classico e contemporaneo, qui sarà affiancato da Gianpaolo Nuti. Nella migliore tradizione italiana si preannuncia il concerto di Ars Trio, ensemble che sembra avere raccolto l’onerosa eredità del Trio di Trieste. Con loro si farà un virtuosistico viaggio in Boemia.
Passando ad altro genere, va subito segnalato come il “Maggio della Musica”, in uno dei suoi momenti clou, festeggi in questa stagione i 70 anni di Uri Caine: il celeberrimo pianista americano avrà carta bianca per un recital in cui, forse, compariranno anche i suoi nuovi Preludi, punto di confluenza tra il linguaggio classico e il jazz. Sono storie di jazz anche quelle che racconterà il duo formato dalla pianista Sade Mangiaracina con il trombettista Luca Aquino, in un incontro carico di lirismo suadente.
Muovendosi tra alfabeti apparentemente lontani, la stagione accoglie rappresentanti accreditati della musica d’autore italiana. Abbiamo già citato il pianista Paolo Jannacci, con il trombettista Daniele Moretto.
Ma stimolante si annuncia anche il concerto reading che Peppe Servillo propone assieme al chitarrista Cristiano Califano: il titolo Il fuoco che ti porti dentro, è tratto dal libro di Antonio Franchini (vincitore del Premio Napoli 2024) e mescola virtuosamente parola cantata e narrata.
Due serate per pianoforte a quattro mani coinvolgono interpreti italiani di consolidata esperienza in altrettanti racconti con musica, un genere – quest’ultimo – particolarmente caro al pubblico del “Maggio”.
Il duo pianistico formato da Marco Sollini e Salvatore Barbatano si tuffa poi in una storia surreale che ha per protagonisti Mozart e Rossini, affidandosi alla voce narrante e al garbo di Pino Strabioli, volto ben noto alla platea televisiva. Un altro duo esperto, composto da Sergio Marchegiani e Marco Schiavo, esegue Schubert accompagnando una storia delicata e struggente scritta e raccontata da Stefano Valanzuolo.
Scoppiettante si annuncia, infine, il divertissement Maestro sarà lei, che gioca sul rapporto che unì e divise Gershwin e Ravel, cento anni fa: accanto a Enzo Salomone, attore di lungo corso, torna il pianista Fiorenzo Pascalucci. A proposito sempre di pianoforte, Ingrid Carbone esplorerà l’opera pianistica di Leoncavallo, autore cui dedica attenzione privilegiata da anni, con un concerto in forma di conversazione.
La migliore canzone italiana d’autore è ancora al centro di un concerto che il Quartetto d’Arti dedica a Franco Battiato; mentre Luca Luciano, clarinettista italiano regolarmente presente nella programmazione della BBC Radio, insegue con il pianista Ivano Leva l’eco di Domenico Scarlatti e Pergolesi in una serie di trascrizioni originali.
Infine Raffaella Ambrosino, con Franco Pareti e Patrizia Spinosi, racconterà Verdi tra arie celebri e citazioni d’epoca. La programmazione chiude con l’incontro coloratissimo tra la chitarra di Giulio Tampalini e il bandoneon di Gino Zambelli, due punti di riferimento nell’ambito del rispettivo strumento.















