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NAPOLI – Venerdì 1 febbraio, ore 21, la storica compagnia Chille de la balanza torna in scena a Napoli sul palco del Nuovo Teatro Sanità con lo spettacolo “L’amore è il cuore di tutte le cose”, ispirato alla figura e all’opera di Vladimir Majakovskij, per la regia di Claudio Ascoli.

Eleonora Angioletti, Francesco Gori e Matteo Pecorini interpretano rispettivamente Lili Brik, il marito di lei Osip e Vladimir Majakovskij, con il quale la donna ebbe una relazione, iniziata ai tempi della Rivoluzione d’ottobre.

Lo spettacolo, che si avvale dei costumi e delle scene a cura di Sissi Abbondanza e delle musiche originali di Alessio Rinaldi, partendo dai diari, dalle interviste e dalle poesie, mette al centro il momento della separazione tra Volodja e Lili.

Un amore tormentato, che non si assopì neppure con il suicidio di lui nel 1930. Repliche sabato 2 (ore 21) e domenica 3 febbraio (ore 18). Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it.

Costo del biglietto intero 12 euro, 10 euro il ridotto (per under 25 e over 65).

“L’amore è il cuore di tutte le cose” indaga il rapporto che legò per quindici anni Majakovskij a Lili Brik, icona dell’Avanguardia russa del ‘900, e a suo marito Osip. Il poeta conobbe Lili il 7 maggio 1915 e non tardò a innamorarsene.

La donna, pur ricambiando l’amore di Majakovskij, non ingannò mai il marito, anzi lo coinvolse nel fervore intellettuale, oltre che sentimentale, della sua passione.

Un amore, quindi, riconosciuto e accettato da Osip, imprenditore e intellettuale, tra i più brillanti animatori della vita letteraria russa nell’epoca d’oro dell’avanguardia futurista e formalista, che fece da nave-scuola a Majakovskij.

Incoraggiò le sue pubblicazioni, incentivò la sua poesia, consigliandogli le letture giuste da fare e portando all’interno della casa, dove vissero tutti e tre, intellettuali e artisti con i quali confrontarsi quotidianamente sul rapporto tra Arte e Rivoluzione.

La loro relazione non era un banale triangolo amoroso o un borghese ménage a trois, ma un legame di inedita intensità e purezza.

Nella messinscena, dal racconto di Lili, emergono i ricordi di quel tempo e tutta l’umanità e le contraddizioni di tre persone desiderose di superare la quotidianità nella condivisione della creazione.

Con “L’amore è il cuore di tutte le cose” i Chille de la balanza tornano a omaggiare il poeta dalla “blusa gialla”. Risale agli anni ’70 il primo incontro tra la compagnia e Majakovskij, sulla spinta delle lezioni teoriche di Angelo Maria Ripellino e l’amicizia di Giorgio Kraiski, quando ancora il gruppo di Claudio Ascoli faceva teatro di ricerca a Napoli.

Dal 1985 i Chille sono in Toscana, dove nel 1998 hanno fondato la loro residenza artistica all’interno di San Salvi, l’ex-manicomio cittadino di Firenze. Il racconto degli ultimi vent’anni del loro teatro è raccolto nel libro “Pazzi di libertà.

Il Teatro dei Chille a 40 anni dalla legge Basaglia”, per Pacini Editore. Il volume, scritto a più mani, con la prefazione a cura di Giulio Baffi, sarà presentato giovedì 31 gennaio, alle ore 17.30 presso il PAN – Palazzo delle Arti Napoli, con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Gaetano Daniele. Ingresso libero.

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