“Le sedute in Bellavista”, un progetto fotografico sulla tradizione delle sedie in strada

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NAPOLI – “Le sedie in strada, all’esterno dei bassi e dell’ingresso dei palazzi, sono un pezzo della nostra tradizione.

“Le sedute in Bellavista” apre uno spaccato su un fenomeno sociologico, simbolo del sud e non solo”.

Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli con il conduttore radiofonico Gianni Simioli presenta così la pagina Facebook e Instagram che si propone di raccogliere le immagini delle sedie in strada usate prevalentemente per osservare il panorami o le strade di Napoli e della Campania ma anche di altre zone d’Italia.

“L’iniziativa di Antonio Ambrosio è unica.

Spesso siamo rapiti dai nostri pensieri e non ci accorgiamo di quello che ci circonda.

Napoli ad esempio è piena di sedie che rappresentano un palco da cui osservare lo spettacolo della quotidianità.

Nell’epoca dei social c’è ancora chi preferisce mettersi seduto sul marciapiedi ad osservare la vita che scorre”.

Antonio Ambrosio, salernitano di nascita ma napoletano d’adozione, ha iniziato per caso. “Camminando in strada l’estate scorsa ho iniziato a notare delle sedie in strada.

Da quel momento ho fatto caso al fenomeno con più attenzione e vi assicuro che il mondo è pieno di sedie in strada.

Da lì l’idea di farne un progetto che ho intitolato “Le sedute in Bellavista” in onore del mitico film di Luciano De Crescenzo, simbolo della napoletanità. Ma garantisco che il fenomeno non è locale.

I fan della pagina mi inviano foto anche dalle altre regioni e dall’estero.

Mi sono arrivate immagini dalla Puglia, dalla Svizzera e persino da Amsterdam.

All’inizio gli amici sostenevano che le vedessi solo io.

Ora che iniziano a farci caso le notano anche loro e le fotografano.

Il mio progetto permette di pubblicare le immagini sulla pagina o di inviarmele in modo che possa pubblicarle io.

Ne ho centinaia tra quelle scattate da me e quelle dei follower.

Dopotutto – conclude Ambrosio – quale strumento è migliore di una sedia per avere una finestra sul mondo?”.

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