NAPOLI – “La Croce e la svastica. Il pontificato di Pio XII tra silenzi e complicità”: un titolo e una copertina che, prim’ancora di sfogliare il libro, già dice tutto. Dopo la presentazione di Napoli al Maschio Angioino, moderata da Enrica Procaccini e con la partecipazione, insieme agli autori Nico Pirozzi (nella foto) e Ottavio Di Grazia, di Lucia Valenzi e Marco Cillo, un nuovo appuntamento si terrà a Salerno il 17 marzo nella Libreria Imagine’s Book di corso Garibaldi in compagnia dello storico Alfonso Conte e del giornalista Eduardo Scotti.

Il libro pubblicato da D’Amico editore, getta un inquietante cono d’ombra sui primi quindici anni di pontificato di Eugenio Pacelli: su quelle che sono state le responsabilità dell’allora Segretario di Stato vaticano in merito all’ascesa al potere di Hitler; sui “silenzi” che fecero da sfondo alla tragedia della Shoah e alle complicità offerte a migliaia di criminali di guerra in fuga dai tribunali dell’Europa post bellica.

Un papa (Eugenio Pacelli) che nei suoi discorsi pubblici – spiegano gli autori – non pronunciò mai la parola “ebrei”. A condizionarne le scelte furono probabilmente venti secoli di antigiudaismo e l’errata convinzione che ebraismo e comunismo fossero le due facce d’una stessa medaglia.

A confermare in parte questa tesi – sostengono ancora Pirozzi e Di Grazia – sono soprattutto le oltre ottomila pagine degli “Atti e documenti della Santa Sede durante la seconda guerra mondiale” selezionati da una commissione di storici gesuiti voluta da papa Paolo VI allo scopo di scagionare dalle accuse mosse dall’autore dell’opera teatrale “Il Vicario” Pio XII.

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