NAPOLI – “Lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato rappresenta il fallimento di una politica lontana dai problemi del Paese e dei territori e che dimostra di non avere a cuore i temi fondamentali per la vita, come quello dell’ambiente e della difesa del territorio”. E’ quanto è emerso dall’iniziativa dell’associazione Nuove Socialità che ha presentato il libro del già comandante provinciale di Napoli e regionale campano del CfS, Vincenzo Stabile, “La Forestale tradita”

, con la partecipazione dell’on. Gianni Alemanno, già Ministro delle politiche agricole e forestali.  Attraverso la brillante carriera di Vincenzo Stabile nel Corpo forestale dello Stato e quella di personaggi interessanti, tutti accomunati dall’amore per l’ambiente, dalla difesa del proprio territorio, il  romanzo-denuncia ripercorre, con passione ed orgoglio, la storia del Corpo forestale dello Stato e la rabbia e la delusione nei confronti dello Stato e della politica che ha ‘tradito’ un Corpo di polizia con professionalità e mission specialistica nella difesa dell’ambiente e nel contrato ai reati ambientali e alle agromafie.  “Grazie all’azione delle magistrature inquirenti e del Corpo forestale dello stato, sono venute alle luce le inchieste ‘Terra Mia’ e Cassiopea, che hanno portato alla emersione dei reati di disastro ambientale legale al traffico illecito di rifiuti e alla associazione a delinquere; senza queste inchieste a cui il Corpo forestale ha dati un contributo decisivo, non saremmo mai giunti a scoprire la Terra dei Fuochi e ad attivare una serie di iniziative in difesa dei territorio, della salute dei cittadini e dei prodotti della nostra terra” – ha ricordato la vice presidente di Nuove Socialità, Gabriella Peluso.  “Proprio quando il dramma dell’ambiente ferito e delle gravi ripercussioni sulla salute si fanno più evidenti, il Governo Renzi, con la riforma della P.A., ha deciso lo scioglimento del Cfs e l’assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo Forestale dello Stato in quelle delle altre forze di polizia. Il CfS aveva raggiunto il maggiore indice di gradimento del Cfs per l’operatività e i successi conseguiti nel campo della difesa dell’ambiente e dell’emersione dei crimini ambientali – ha sottolineato Stabile – ,la scelta di scioglierlo è stata dir poco miope”. “Tutti gli italiani sensibili ai temi dell’ambiente hanno il dovere di non arrendersi di fronte all’assurda decisione del governo Renzi di sciogliere il corpo Forestale dello Stato – ha detto Alemanno che, da Ministro delle Politiche agricole e forestali e da Sindaco di Roma, ha dato grande slancio alle attività del Corpo – ;  in un momento in cui le emergenze ambientali e la criminalità organizzata ad esse connesse si fanno sentire come una minaccia per tutta la nostra Nazione, non bisogna rassegnarsi ad una scelta scellerata di questo genere e continuare, da destra   a sinistra, a battersi perchè la legge di scioglimento non trovi applicazione nei decreti attuativi”. Il libro invita, poi, a riflettere sulla problematica delle Regioni, ormai “sole” nell’affrontare l’importante materia della tutela ambientale e della prevenzione del dissesto idrogeologico, ponendo “importanti interrogativi sulla possibile “oscura regia” politica che avrebbe condotto allo scioglimento del CfS per far sì che le Regioni istituiscano propri Corpi forestali, destinati ad aggravare i bilanci pubblici attraverso possibili azioni clientelari”.

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