NAPOLI – NAPOLI 2122 è un romanzo distopico scritto con il distacco e la freddezza propri dei libri di fantascienza.

Ambientato in una Napoli avveniristica, racconta la vita di coppia di Claudio e Luisa, uniti in unione per “acquistare” un figlio. In questo mondo futuristico, infatti, l’umanità è ormai sterile e l’unico modo per avere un bambino è quello di affidarsi alla cosiddetta “creazione definita”, nella quale i genitori possono scegliere, al giusto prezzo, tutte le caratteristiche del proprio erede. La preoccupazione, però, di non poter assicurare alla figlia un futuro economicamente stabile porterà la coppia a compiere scelte che metteranno in moto un effetto domino inarrestabile.

Il romanzo affronta con grande sottigliezza e senza mai farsi didascalico o giudicante tematiche essenziali quali la maternità e la paternità – biologica e non –, l’alienazione dei rapporti umani a vantaggio di realtà virtuali, i danni anche sentimentali che una pressione economica spiazzante può arrecare alle persone. Nel far questo, l’autore cerca di farsi portavoce di un punto di vista super partes e quanto più obiettivo, narrando le vicende dei suoi personaggi e le dinamiche del mondo in generale con un distacco da reportage che ben si armonizza con l’atmosfera alienata e quasi post-umana che caratterizza le vicende. Con l’eccezione, tuttavia, di quando la vita intima della coppia e i sentimenti dei due protagonisti vengono avvicinati con discrezione e finanche dolcezza, in modo da restituirne il significato più autentico di rapporto umano vissuto al di fuori di qualsiasi disperazione e alienazione.

Sicuramente degna di attenzione, inoltre, è la costruzione di un mondo compatto, ben definito e credibile. Per arrivare a ciò, l’autore dimostra un’analisi – nonché una critica – estremamente elaborata su quella che è la società odierna, arrivando a predirne i possibili sviluppi in tutti i settori. Ad accrescere il world building contribuiscono, inoltre, le numerose informazioni di carattere geografico, storico e geopolitico.

Il linguaggio adottato è semplice e diretto e l’uso di dialettismi e modi di dire aumenta, poi, quel senso di realismo che permea l’intera opera, oltre a configurarsi come un vero e proprio omaggio alla cultura partenopea. Lo stile è dei più piani e conseguenti, con dialoghi brevi e descrizioni puntuali che rendono conto di un realismo di certo non crudo, ma comunque concreto e diretto.

Vera protagonista della vicenda è la psicologia dei personaggi, che una narrazione lenta e delicata ci permette di approfondire in maniera estremamente accurata. Cifra distintiva di Napoli 2122 è la narrazione introspettiva, che si prende il suo tempo per raccontarci il quotidiano dei protagonisti, conferendo all’opera il taglio stilistico di uno slice of life.

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