NAPOLI – SINOSSI:

 

Una giovane taciturna e un po’ nervosa è costretta a mettersi in viaggio, da Torrecuso, borgo del Sannio, fino a Napoli. Siamo nella primavera del 1272. Le vie sono infestate da criminali e lebbrosi, e per coprire una cinquantina di chilometri ci vogliono tre giorni di cammino a dorso d’asino. Ad accompagnare la fanciulla, chiamata Rafilina, c’è padre Ciommo, un vecchio monaco benedettino. Lo scopo di quest’ultimo è rimettere la ragazza nelle sagge mani del magister Tommaso d’Aquino del convento di San Domenico per farla visitare e capire quale possa essere la ragione del suo tormento.

Giunti dalle parti del Vesuvio, i due viandanti vengono però sorpresi da una tempesta e sono perciò costretti a rifugiarsi in una taverna per trascorrere la notte. In questa bettola incontrano un certo Zosimo, servitore senza cultura e creanza, che si offrirà di accompagnarli fino al cenobio napoletano in cambio di qualche spicciolo. Nella Capitale del regno, Rafilina sarà dunque visitata da fra Tommaso d’Aquino, somma intelligenza della Chiesa, chiamato a scoprire le ragioni e le sembianze del vero male che insidia la vergine. Ella è forse vittima di una possessione demoniaca? Tommaso se ne convince e prova a imbastire un rituale di esorcismo. Ma qualcosa va storto…

Sconvolti da fosche circostanze, Rafilina e Zosimo prenderanno parte a un viaggio caratterizzato da numerosi imprevisti. Si scontreranno, si ritroveranno e si perderanno più volte. E dalla loro avventura ricaveranno esperienze spaventose e assurde, sordide o penose. E proprio grazie a queste esperienze i due strani personaggi misureranno forze e limiti morali e proveranno ad allargare i loro meschini orizzonti.

Il romanzo è edito da Ortica editrice, ed è disponibile in libreria e in tutti gli store digitali.

AUTORE:

 

Giuseppe Franza è nato a Napoli nel 1981, dove si è laureato in Filosofia. Vive a Roma da una decina d’anni e lavora come editor e articolista. Ha già pubblicato per Ortica editrice il romanzo Cagliosa (2019), premiato con il Premio Piersanti Mattarella.

 

ESTRATTO:

 

Il temporale scoppiò all’improvviso e il cielo, gonfio di orrore, si chiuse come nera stretta di venti sopra i due asinelli in viaggio; un fulmine rosso e tremante si consumò a oriente, la pioggia allagò il sentiero: da un momento all’altro non si vide più nulla. Fu così che le castissime labbra di padre Ciommo liberarono il suono strozzato di un’imprecazione rivolta alla Madonna, cui lo stesso vecchio monaco, pochi istanti prima, aveva affidato la propria condizione. Tale grave intemperanza sconvolse il suo cuore più di quanto avesse già fatto lo sconforto in cui si era sentito gettato e che era stato cagione di quello sfogo sacrilego. Il monaco si voltò allora a sogguardare la ragazza che si portava appresso, relegata tra i bagagli sul secondo asino. Intuì più che scorgere un sorriso che non seppe spiegarsi: la giovane, che era stata muta e inerte per l’intero viaggio, tre giorni e tre notti di cammino per monti, poggi e foreste, tutt’a un tratto, di fronte all’inferno, sorrideva.

 

 

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