Luca Barbato ricorda Vincenzo D’Agostino: “Il mio maestro”

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Il giorno dopo fa più male. Quando il silenzio prende il posto delle parole, quando i telefoni smettono di squillare e resta solo il peso dell’assenza. Napoli, ma l’Italia intera, ha perso tanto. Ha perso il suo Mogol.

Con la scomparsa di Vincenzo D’Agostino, non se ne va soltanto un autore o un produttore: si spegne una delle penne più autorevoli e sensibili della musica italiana, un uomo che ha saputo dare voce ai sentimenti di generazioni intere.

Nel mondo della musica partenopea e non solo, D’Agostino era molto più di una firma importante: era una guida, un punto di riferimento e un costruttore di sogni. Dietro ogni successo, dietro ogni artista valorizzato, c’era il suo sguardo attento, la sua parola misurata, il suo consiglio mai banale.

Tra i tanti che oggi lo ricordano con commozione, la voce di Luca Barbato risuona con particolare intensità. Per lui, Vincenzo D’Agostino non era soltanto un professionista straordinario: era “il mio maestro”.

Un’espressione che racchiude un rapporto fatto di insegnamenti quotidiani, confronti sinceri e crescita umana prima ancora che artistica.

Commovente e toccante il messaggio che Barbato ha dedicato al suo Maestro: “Quante canzoni abbiamo scritto insieme….
Quante notti chiusi in studio a rincorrere una parola, un’emozione, una verità.
Era nata una simbiosi che nel nostro lavoro non si trova quasi mai. Chi ci ha visto lavorare lo sa… non era solo musica, era famiglia. Litigavamo per una virgola, ridevamo per niente, ma dietro ogni discussione c’era un bene vero. Un bene che tu non hai mai nascosto. Mi hai voluto bene davvero.
Non a parole. Con i fatti. Mi prendevi per mano e mi portavi ai piani alti. Mi presentavi ai grandi dicendo: “Chist è ‘o meglio.”

E io mi sentivo gigante… perché lo dicevi tu. Hai rischiato per me, hai messo la faccia per me, mi hai insegnato tutto: le tecniche, i trucchi, il mestiere… e sopratutto le scorciatoie per arrivare al cuore…

La tua voce rimarrà inconfondibile. E ogni volta che risentirò una tua nota audio sarà una coltellata e una carezza insieme.

Ti sto scrivendo e le lacrime non si fermano.
Rileggo i tuoi messaggi, guardo i nostri video come si fa quando si perde un padre.
Perché tu per me sei stato questo. Hai riempito un vuoto che nessuno era riuscito a colmare. Oggi tutti mettono una tua foto con una frase bella. Ma quello che abbiamo vissuto lo sappiamo solo noi… noi che abbiamo condiviso sogni, paure, silenzi.
Caro D’Agosti
Mi hai lasciato solo!
E io non ero pronto.
Comme te vuless abbraccia lurdema vote…..
Grazie di tutto, Grazie Per tutto quello che mi hai regalato a me e a tutta
la musica!
Sei stato e sarai sempre il mio faro!
il tuo grande amico Barbato

D’Agostino sapeva essere esigente, ma mai severo senza ragione. Credeva nei giovani, li metteva alla prova, li spingeva a superare i propri limiti e  quando intuiva un talento, lo proteggeva e lo accompagnava con discrezione, senza mai mettersi al centro.

Oggi resta un vuoto profondo, ma anche un’eredità immensa. Le sue parole continueranno a vivere nelle canzoni, nei palchi, nelle emozioni che ancora sapranno regalare. E nel ricordo di chi, come Luca Barbato, continuerà a chiamarlo con l’appellativo più semplice e più grande: maestro.

Tanti sono i messaggi di cordoglio che queste ore stanno popolando il web.

La camera ardente sarà allestita alla Chiesetta Santi Giovanni e Paolo a Napoli, dove si terranno anche i funerali a Piazza Ottocalli.

IL CORDOGLIO

Annalisa Minetti: “Ci ha lasciati troppo presto il maestro Vincenzo D’Agostino autore dei più grandi successi di Gigi D’Alessio e anche di ” Stelle sulla terra”, brano che ho avuto l’onore di incidere nel 2006. C’eravamo incontrati non molto tempo fa nella sua, nella nostra Napoli”.

Daniele De Martino: “Hai dato vita a tutti noi cantanti, e tu che fai? Ci lasci così. Scusami ma non riesco a realizzare”.

Emiliana Cantone: “D’Agostì questo brutto momento non avrei voluto mai viverlo. Conoscevi i miei genitori prima che io nascessi, e mi hai cresciuta con le canzoni… Quanti momenti abbiamo passato insieme (i migliori senza scatti) quante cene, quante risate, quanta musica, quanti guai raccontati a barzellette. Ci siamo sempre scambiati affetto e stima… con il cuore rotto ti dico che mancherai alla musica alla città e a tutte le persone che ti hanno vissuto e voluto veramente bene. In queste foto ci sono anche i nostri ultimi momenti in musica. ogni volta che mettevi la penna sul foglio era poesia, vita… Mi manchi, te voglio bene Enzo, grazie di tutto…”

Ida Rendano: “Quante cose avrei da raccontare !!! Ma ci saranno le tue canzoni a farlo per sempre !!! che immenso dolore Maestro !!! buon viaggio e porta i tuoi versi e la tua allegria anche lassù!!! Addolorata e vicina alla famiglia D’Agostino”.

Patrizio: “Addio al Maestro Vincenzo D’Agostino. Oggi la musica napoletana perde una delle sue penne più belle, un uomo che ha saputo raccontare l’amore, la strada e la vita come pochi altri. Vincenzo D’Agostino ci ha lasciati, ma restano le sue canzoni, quelle che tutti abbiamo cantato almeno una volta nella vita.

Spesso lo chiamavano il “Mogol di Napoli”, e non c’era definizione più giusta. Aveva quel dono raro di trasformare i sentimenti in poesia popolare, arrivando dritto al cuore della gente.

C’è un grande rammarico che oggi pesa un po’ di più: il pensiero che Vincenzo avrebbe potuto scrivere anche per il nostro Patrizio. Immaginate cosa sarebbe nato dall’incontro tra la voce d’angelo di Patrizio e la penna profonda di Vincenzo… sarebbe stato un capolavoro eterno, un incontro tra giganti che il tempo, purtroppo, non ha permesso.

Ci piace pensare che ora, ovunque siano, stiano finalmente parlando di musica insieme, magari accennando una melodia tra le nuvole.

Grazie Maestro, per aver dato parole ai nostri sentimenti. La tua musica non morirà mai”.
Nino D’Angelo: “Ciao Vincenzo, r.i.p e buon viaggio verso la casa di Dio. Da domani la nostra canzone napoletana sarà’ più’ povera. Un abbraccio grande a tutta la tua famiglia”.
Sal da Vinci: “Il poeta dell’amore ci ha lasciati, in punta di piedi se ne andato, grazie Vincé, grazie per aver dato voce alla mia musica, facendola vivere con le tue parole, le tue poesie , grazie per aver condiviso con me tante belle cose, la tua inesauribile arte resterà nell’aria e durerà più dei ricordi, grazie Vincé, ti ho voluto un bene dell’anima e tu ne hai voluto altrettanto a me… vivrai nel mio cuore e sopratutto nella mia voce per sempre… r.i.p”

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