NAPOLI – Per il lungo Ponte dell’Immacolata, dall’8 al 12 dicembre 2021, il Museo e Real Bosco di Capodimonte mette un campo una serie di attività (visite guidate, aperture straordinarie e aperture serali a 2 euro) per accrescere la propria offerta culturale a residenti e turisti presenti in città.

Si comincia l’8 dicembre con l’apertura straordinaria di mercoledì (tradizionale giorno di chiusura settimanale del museo): le sale del museo saranno aperte secondo i consueti orari (8.30-19.30 primo piano e 10-17.30 secondo piano), inoltre nel Real Bosco, tra le 11.30 e le 13.30 risuonerà l’atmosfera natalizia grazie alla musica degli zampognari Giuseppe Mauro e Michele Pannone, offerti dall’associazione Premio Green Care ets.

Nel weekend c’è una doppia occasione per visitare di sera il museo al prezzo di soli 2 euro con le aperture serali nei giorni di venerdì 10 dicembre e sabato 11 dicembre, dalle ore 19.30 alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30). Aperta nel weekend, dalle ore 10 alle 16 (ultimo ingresso ore 15.30) anche la Chiesa di San Gennaro, nel Real Bosco di Capodimonte, con un nuovo decoro dell’architetto Santiago Calatrava.

Mercoledì 8 dicembre e domenica 12 dicembre ore 12.00

Il presepe napoletano, un capolavoro d’arte barocca.

Storia e aneddoti sulle collezioni di figure presepiali del Museo e Real Bosco di Capodimonte

Visite guidate al presepe di Capodimonte a cura de Le Nuvole

Il presepe di Capodimonte al secondo piano del museo (Sala 87) riunisce tre diversi gruppi presepiali del XVIII secolo uniti a formare un’unica scena. I tre gruppi sono stati donati da diversi membri della famiglia Catello nel corso degli ultimi decenni. La struttura è ispirata alle ‘scarabattole’ settecentesche (vetrine in cui venivano conservati ed esposti i presepi) con una parte frontale dritta e due lati leggermente inclinati per aumentare la visibilità delle figure. I tre gruppi, omogenei dal punto di vista stilistico, sono ‘montati’ su tre piani di differente altezza, larghezza e profondità per distinguerli l’uno dall’altro. Il nuovo allestimento presepiale mostra La natività in alto con adorazione di angeli fluttuanti nel cielo ed il corteo degli orientali venuti a rendere omaggio al nascituro, posti su un livello più basso, con i loro vestiti raffinati, le armi e gli animali tra cui un cammello ed un elefante oltre ad un cervo, dei levrieri e dei pappagalli ed un incantatore di serpenti.

Visita a pagamento, per prenotazioni e costi:

https://www.coopculture.it/it/prodotti/il-presepe-napoletano-un-capolavoro-di-arte-barocca/

Da mercoledì 8 dicembre sarà riaperta, al primo piano del museo, la sala dei grandi cartoni di Raffaello e Michelangelo, vera preziosità del nucleo Farnese del Gabinetto disegni e stampe di Capodimonte. I celebri cartoni di Michelangelo e Raffaello erano quelli preparatori rispettivamente per gli affreschi della Cappella Paolina e della Stanza di Eliodoro in Vaticano, provenienti dalla raccolta del bibliotecario Fulvio Orsini, lasciata in eredità nel 1600 al cardinale Odoardo Farnese. Gli enormi disegni a grandezza naturale sono in realtà un collage di più fogli (il Mosè davanti al roveto ardente di Raffaello è costituito da 23 fogli, il Gruppo di Armigeri di Michelangelo da 19 fogli) sui quali sono visibili i fori per il trasporto su muro con la tecnica dello spolvero: il cartone veniva fatto aderire alla parete da dipingere e tamponato con un sacchetto di tela riempito di carbone, in modo da lasciare una traccia puntinata da seguire nell’esecuzione dell’affresco.

Sarà possibile visitare il Salone delle Feste e la sala con il grande biscuit “La Caduta dei Giganti” di Filippo Tagliolini capomodellatore della Real Fabbrica di porcellana di Napoli, testimonianza dell’altissimo livello tecnico e del virtuosistico a cui era pervenuta la Manifattura. In attesa della conclusione dei lavori per il riallestimento dell’Appartamento Reale, l’accesso a queste sale avviene dalla Collezione De Ciccio, l’importante raccolta donata da Mario De Ciccio allo Stato italiano nel 1958 e costituita da 1.300 pezzi, soprattutto oggetti d’arte applicata di differenti epoche e tipologia, raccolti dal collezionista nell’arco di oltre 50 anni: galanterie (ventagli, tabacchiere, astucci e orologi), vetri, bronzetti, avori e smalti medioevali, paramenti sacri, tessuti e ricami, argenti di uso liturgico, ceroplastiche, una importante selezione di oggetti archeologici e, soprattutto, uno sceltissimo gruppo di maioliche e di porcellane.

Aperta anche l’Armeria di Capodimonte, una delle più notevoli d’Europa. Costituita dalle armi che appartenevano alla famiglia Farnese tra la fine del XV e il XVII secolo, fu ricevuta in eredità da Carlo di Borbone, che vi aggiunse nel Settecento la sua raccolta di armi da fuoco, alcuni doni diplomatici ed altre armi prodotte dalla Real Fabbrica di Napoli.

Al secondo piano del museo, il visitatore potrà ammirare la Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700, la Flagellazione di Caravaggio, la sezione di arte contemporanea che prosegue al terzo piano con la Galleria fotografica di Mimmo Jodice, una raccolta di 52 fotografie, scattate tra il 1968 e il 1988 e dal 1996 parte della collezione permanente del Museo, diretta testimonianza della portata internazionale delle energie artistiche confluite a Napoli nel corso di un ventennio in cui arrivarono in città Warhol, Beuys, Nitsch, Merz, Burri, Kounellis, De Dominicis, Pistoletto, Kiefer, Oppenheim, Alighiero & Boetti e altri ancora.

Sempre al terzo piano il visitatore potrà vedere la mostra Paolo La Motta. Capodimonte incontra la Sanità (fino al 16 gennaio 2022) e la sezione dell’Ottocento e Novecento con opere della scuola pittorica napoletana: Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Gioacchino Toma, Francesco Paolo Michetti, Vincenzo Migliaro, sculture di Raffaele Belliazzi e Luigi De Luca, e la grande tela risorgimentale di Michele Cammarano, La Breccia di Porta Pia, fa da ‘spartiacque’ tra la sezione ottocentesca e quella di arte contemporanea.

Aperta anche la sezione dell’Ottocento privato, l’appartamento ad uso privato della corte, all’epoca dei Borbone e poi dei Savoia, con ampi spazi, vista panoramica sul parco, sulla città e sul golfo di Napoli, dove si respira l’atmosfera accogliente di un elegante ambiente privato che conserva la memoria storica del passato insieme ad una pregevole galleria d’arte: sette sale con oltre duecento opere tra dipinti, sculture, oggetti d’arredo in cui anche i tessuti e i tendaggi.

Durante tutto il weekend nel salone degli Arazzi sarà possibile ascoltare la musica al pianoforte del M° Rosario Ruggiero e nelle sale si svolgeranno le performance della Compagnia Arcoscenico, attività a cura dell’associazione MusiCapodimonte

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