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NAPOLI (di Fosca Tortorelli)-“Un elemento essenziale dell’arte è il rischio. Se non rischi come potrai creare qualcosa di autenticamente bello che non è mai stato visto prima?”, prendiamo spunto dall’affermazione del regista Francis Ford Coppola, per raccontare quello che succede in casa Ranieri. Brand già noto nel settore della moda per le produzioni artigianali di accessori in pelle e borse  rigorosamente made in Italy, dal 2015 ha esteso la sua attività nel mondo della pasticceria, con ben tre locali, due pasticcerie a Napoli nel cuore del Vomero, rispettivamente in via Cilea e in via Bernini, e un Ranieri Art Coffee shop a Pozzuol.

Gianluca Ranieri, art creator di professione, ha scelto la linea del design, oltre che del gusto per tutta quella che è la produzioni delle dolci proposte che ogni giorno vengono messe in vetrina nella sedi vomeresi.

Nell’imminente festività pasquale, ha dato vita ad una innovazione che inizia dalla forma, ma non trascura il suo contenuto, parliamo della Pastiera 27, che parte dalla ricetta tradizionale reinterpretandone aspetto e gusto. Da tonda diventa quadrata e al suo interno la farcia acquista una cremosità e leggerezza singolari, forse un contenuto di zuccheri da rivedere, ma intrigante alla vista e piacevole all’assaggio.

Per Gianluca l’aspetto non può ovviamente prescindere dalla scelta mirata di ingredienti di qualità, per cui nelle proposte dolci e salate della sua pasticceria non troveremo prodotti di larga distribuzione.

Ulteriore curiosità è il nome che si è voluto dare a questa pastiera, in primo luogo per volerla differenziare dalla versione tradizionale, e in secondo luogo perché ci sono volute ben ventisette prove per bilanciare e realizzare in modo ottimale l’ingrediente misterioso che Gianluca ha pensato di inserire.

Tante in ogni caso le “trasgressioni” di casa Ranieri, dove i dolci diventano oggetti d’arte e il gusto acquista toni di cultura.

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