Napoli- di (Vania Fereshetian)
VIENNA – La 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest si chiude nel segno del pop più travolgente e di un pizzico di sano “trash” d’autore. A sollevare l’ambito microfono di cristallo sul palco della Wiener Stadthalle è la Bulgaria, rappresentata dalla pirotecnica popstar Dara (all’anagrafe Darina Yotova) e dal suo brano “Bangaranga”.
Un ritorno in gara col botto per il Paese balcanico, che ha sbaragliato la concorrenza grazie a un mix esplosivo di elettronica, ritmi incalzanti e una presenza scenica magnetica che ha letteralmente infiammato il televoto europeo.
Chi è Dara, la regina di Eurovision 2026
Nata a Varna nel 1998, Dara non è un volto nuovo per chi segue il pop dell’Est Europa. Salita alla ribalta nel 2015 con la partecipazione a X Factor Bulgaria, l’artista ha saputo costruire negli anni una carriera solidissima, fatta di hit radiofoniche, uno stile camaleontico ispirato all’estetica pop-disco degli anni 2000 e una forte attitudine alla danza.
Selezionata dall’emittente BRT, Dara ha puntato tutto su “Bangaranga”, un pezzo ad altissimo budget energetico che unisce sonorità contemporanee a un look metallico e glitterato. Una scommessa vinta: la critica l’aveva già premiata nelle ore precedenti con il prestigioso Marcel Bezençon Artistic Award, un presagio di quello che sarebbe stato il trionfo assoluto nella notte viennese.
Una finale ricca di colpi di scena ed emozioni
La serata, condotta da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, è stata un’altalena di emozioni e tensioni geopolitiche e musicali.
Dara è riuscita a spuntarla dopo un testa a testa serratissimo con Israele (Noam Bettan con “Michelle”), rimasto saldamente in testa durante le prime fasi del voto ma bersagliato dai fischi del pubblico in arena. Al terzo posto si è classificata la Romania con la potente performance di Alexandra Căpitănescu (“Choke Me”), seguita dall’Australia di Delta Goodrem.
L’orgoglio italiano: Ottimo quinto posto per l’Italia, rappresentata da Sal Da Vinci con “Per sempre sì”. Il cantante napoletano ha portato sul palco una vera e propria celebrazione teatrale del matrimonio (con tanto di coreografia dei ballerini Francesca Tocca e Marcello Sacchetta), facendo rimbombare l’arena e cedendo alle lacrime per l’emozione al termine dell’esibizione.
L’edizione del settantennale ha vissuto anche di grandiosi momenti amarcord. Durante l’attesa dei risultati, il pubblico ha potuto ballare grazie a un mega-medley di ex glorie eurovisive del calibro di Ruslana, i Lordi, Alexander Rybak e Verka Serduchka, che hanno traghettato gli spettatori verso il momento dell’incoronazione.
Con la vittoria di Dara, l’Eurovision dà appuntamento al 2027: i bassi e l’energia di “Bangaranga” hanno convinto l’Europa, e il prossimo anno i riflettori si accenderanno in Bulgaria.



