“Nato per correre” di e con Felice Panico chiude la stagione del Theatron di Portici

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Sabato 9, alle ore 20.30, e domenica 10 maggio, alle ore 18.30, il Theatron di Portici ospita Nato per correre, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Felice Panico. L’opera racconta la vita di Steve Prefontaine, leggendario mezzofondista statunitense degli anni ’70, figura iconica non solo per i suoi risultati sportivi ma anche per il suo impegno civile. Lo spettacolo chiude la stagione teatrale della sala di via Naldi, proponendo al pubblico una riflessione sul valore dello sport come strumento di libertà, identità e lotta contro le ingiustizie. Il biglietto intero costa 10 euro ed è acquistabile al botteghino un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, salvo disponibilità, oppure online sul sito www.azzurroservice.net Per informazioni: 339 1028777 – theatronportici@gmail.com

Nato per correre ripercorre la parabola fulminea e intensa di Prefontaine: un atleta straordinario, capace di infrangere record e convenzioni, ma anche un uomo che ha sfidato apertamente il sistema. La narrazione mette in luce non solo la sua aggressività agonistica e il suo spirito combattivo, ma anche il suo impegno per i diritti degli sportivi e la sua sensibilità verso le ingiustizie sociali. Attraverso una scrittura scenica dinamica e coinvolgente, lo spettacolo restituisce il ritratto di un giovane che ha vissuto senza compromessi, incarnando un’idea radicale di libertà: dare tutto, senza paura di fallire. Non è solo il racconto di un campione, ma quello di una visione: lo sport come gesto politico e collettivo, capace di superare i limiti individuali per diventare simbolo di resistenza e cambiamento.

Felice Panico, regista, drammaturgo e attore napoletano, costruisce negli anni un percorso artistico solido tra regia, formazione e scrittura, collaborando con importanti istituzioni teatrali come Gli Ipocriti Melina Balsamo (Il Cappotto, 2010); il Teatro Stabile di Napoli (The Open Game, 2015, di cui cura anche l’adattamento da Open di André Agassi); il Teatro Stabile dell’Umbria e il Teatro della Toscana – Teatro Nazionale. Ha lavorato come assistente di Maurizio Scaparro (2016–2019) ed è aiuto regista di Ferzan Ozpetek dal 2020. Firma spettacoli che intrecciano biografia, memoria e impegno civile, e con Nato per correre prosegue una ricerca che mette al centro figure emblematiche capaci di parlare al presente. In scena, la corsa di Prefontaine diventa così metafora universale: un invito a sfidare i propri limiti e a non smettere di interrogare il mondo. Perché, come suggerisce lo spettacolo, non si tratta solo di arrivare primi, ma di lasciare un segno.

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