NAPOLI (Di Anna Calì) – C’è un punto preciso in cui la musica smette di voler inseguire formule e inizia invece a raccontare verità. È esattamente lì che si colloca “A sud ’e chesta vita”, album d’esordio della cantautrice napoletana Nes.
Un disco profondamente personale, intenso e volutamente libero da appartenenze rigide, che attraversa pop, cantautorato, swing, jazz e ballad senza mai perdere coerenza emotiva.
Più che un semplice debutto discografico, quello di Nes appare come un manifesto umano e artistico.
Tredici tracce che non cercano l’effetto immediato ma la permanenza, costruendo un racconto introspettivo che parla di dolore, consapevolezza, ironia e rinascita.
Il titolo stesso, “A sud ’e chesta vita”, diventa metafora della fine come approdo, come ultimo tratto di un viaggio esistenziale in cui si raccolgono applausi, fischi o entrambe le cose.
Una visione quasi teatrale della vita e della morte, affrontata senza retorica ma con una lucidità sorprendente.
La forza del disco sta soprattutto nella sua autenticità, infatti, la cantante non si rifugia dietro sovrastrutture narrative né tenta di costruire un personaggio.
Al contrario, mette al centro le proprie fragilità e le restituisce attraverso una scrittura diretta, spesso cruda, ma mai indulgente.
Brani come “Mi dispiace”, “Mi arrendo adesso” o “Poi passerà” si muovono lungo coordinate emotive intime, mentre pezzi come “’A verità” e “Borderline” mostrano una scrittura più riflessiva e tagliente, capace di interrogarsi sul senso delle relazioni e sulle contraddizioni contemporanee.
La produzione, curata insieme a Francesco Rastiello, accompagna la voce dell’artista senza soffocarla, lasciando spazio alle sfumature interpretative e a una costruzione musicale elegante.
Le influenze jazz e soul emergono con naturalezza, così come la matrice cantautorale napoletana che resta sempre presente, pur evitando cliché e nostalgie facili.
Gli arrangiamenti risultano ricchi ma misurati, valorizzati dal contributo di musicisti di esperienza come Corrado Cirillo, Marco Fazzari, Gigi Merone, Daniele De Sena e Maurizio Saccone al sax soprano.
Tra i momenti più riusciti del disco c’è probabilmente la title track “A sud ’e chesta vita”, cuore concettuale del progetto, dove la scrittura raggiunge il suo punto più maturo.
Ma colpisce anche “Dint’ all’uocchie”, posta in chiusura quasi come un ultimo sguardo lasciato sospeso tra malinconia e speranza.
Classe 1992, pianista autodidatta e figlia del maestro Daniele Saccone, Nes arriva a questo esordio dopo anni di palchi, sperimentazioni e crescita personale.
Il percorso si percepisce tutto: c’è esperienza nella voce, ma soprattutto c’è coscienza artistica.
In un panorama spesso dominato dall’urgenza di apparire, “A sud ’e chesta vita” sceglie invece la strada più difficile: quella della sincerità.
Ed è proprio questa sincerità a rendere il disco credibile, umano e, soprattutto, necessario.














