POSITANO – L’importanza delle parole, coglierne i significati, avviare confronti in modo capillare per ritrovare un linguaggio dei sentimenti che entri nella nostra quotidianità. E’ necessario parlare e riflettere sempre più spesso su queste parole: Violenza / Perdere / Frustrazione / Gelosia: Quattro parole. Appunti per una educazione sentimentale. I protagonisti della seconda giornata di Positano Racconta saranno Anna Voltaggio – Antonio Pascale – Diego De Silva – Peppe Fiore – Pier Luigi Razzano
Continua oggi martedì 19 dicembre nella sala consiliare del Comune di Positano la terza edizione di Positano Racconta, rassegna letteraria a cura della Fondazione De Sanctis programmata e finanziata dalla Regione Campania (fondi POC 2014-2020) attraverso la Scabec.
Ore 16.00: Conversazione tra Anna Voltaggio e Antonio Pascale sulla parola FRUSTRAZIONE. Modera Pier Luigi Razzano
Ore 17.00: Conversazione tra Diego De Silva e Peppe Fiore sulla parola VIOLENZA. Modera Pier Luigi Razzano
Dove finisce il rispetto e incominciano sopraffazione, invidia, lacerazione di quell’intesa umana tra le donne e gli uomini di cui il mondo ha necessità per rimanere in piedi, e che invece tanto vacilla, smotta, è in crisi? Come, secondo quali percorsi del reale accade che la violenza di genere dia luogo alle tante, terribili derive cui assistiamo senza parole, angustiati da un senso di irreversibile incomunicabilità? Per due giorni, nella cornice magnifica di Positano, sempre ispiratrice come fosse una Musa fatta luogo, scrittrici e scrittori si incontrano e insieme commentano parole (quattro: Violenza / Perdere / Frustrazione / Gelosia). Nella maturità della consapevolezza professionale che è con il dare nome alle cose che le cose possono incominciare a perdere di forza, a lasciare l’osceno peso della loro nefasta azione.
“È possibile trovare il modo di promuovere il senso di finitudine, necessario per non alimentare attesa vane e non realistiche e dunque non indurre in frustrazioni?” Antonio Pascale.
“Sono felice di partecipare a Positano Racconta insieme a Diego De Silva che è un compagno di viaggio che stimo da sempre. Non si può parlare di violenza senza prima parlare di sé: la violenza contiene un dispositivo identitario – che ci chiama per nome come singoli e come comunità. La violenza ci dà del tu, è questo che la rende inquietante e affascinante ed è questo il primo meccanismo che va decostruito per poterla disinnescare” Peppe Fiore
















