Premio Strega, Giuseppe Lupo propone “Un fuoco grande. Bianca Garufi” della scrittrice campana Simeone

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Les Flâneurs fa il bis. Dopo “La Canaria” di Mara Fortuna (proposto a inizio febbraio da Antonella Cilento), un altro titolo della casa editrice pugliese entra a far parte dei libri proposti per l’edizione 2026 del Premio Strega, ambito riconoscimento nazionale che dal 1947 viene assegnato al miglior libro di narrativa contemporanea. Si tratta di “Un fuoco grande. Bianca Garufi” di Marialaura Simeone, dedicato alla figura di Bianca Garufi, donna famosa per il legame con Cesare Pavese ma anche scrittrice, partigiana e una delle prime e tra le più affermate psicoanaliste junghiane.

A proporre il romanzo biografico è stato il pluripremiato scrittore e saggista Giuseppe Lupo, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano, che così ha motivato la sua scelta: «A volte, dietro la scrittura di un libro, ci sono motivazioni che alle ragioni letterarie aggiungono un valore politico.

Questo è il caso di Un fuoco grande. Bianca Garufi di Marialaura Simeone: una biografia narrativa composta per racconti, documenti, materiali epistolari e costruita con l’intento di restituire il ruolo che le compete a una figura di donna in parte ricordata come la collaboratrice o la musa di Cesare Pavese. Bianca Garufi è stata anche una scrittrice in proprio, poetessa, psicoanalista junghiana e protagonista dimenticata della Resistenza romana. Una donna e un’intellettuale che si trova al crocevia di numerose traiettorie culturali e che, dopo essere rimasta incolpevolmente nell’ombra per molti anni, trova nel lavoro di Marialaura Simeone una certa forma di riscatto.

Affidandosi a una scrittura che mescola documento e invenzione, rigore filologico e fughe nell’immaginario, Marialaura Simeone disegna i contorni di una personalità non secondaria della cultura italiana del secondo dopoguerra e la riporta sotto i riflettori di una letteratura a lungo trascurata, fatta perlopiù di presenze femminili collocate ai margini. Nell’ampliare i confini del genere biografico e nel contaminarne i caratteri, il libro manifesta la sua vocazione politica, diventa cioè un atto di coraggio nei confronti di chi è stato circondato dal silenzio ed è un gesto di nemesi letteraria per tutte le voci rimosse dalla Storia».

“Un fuoco grande” – terzo libro della collana “Le Innominate” diretta da Annachiara Biancardino – è un omaggio a tutte le donne che, proprio come Bianca Garufi, sono state dimenticate dalla Storia ufficiale, ma che hanno attraversato il secolo scorso con la luce obliqua e incandescente di un “fuoco grande”. In questo libro, attraverso la vita e le opere della protagonista, donna dalla voce potente e dall’identità molteplice, emerge un confronto profondo con il femminile arcaico e mitico, con la Storia, con il desiderio e con l’inconscio.

L’autrice. Marialaura Simeone è docente e ricercatrice. Si è laureata in Lettere moderne all’Università “Federico II” di Napoli e ha conseguito il dottorato di ricerca in Comparatistica: letteratura, teatro, cinema all’Università di Siena. È stata inoltre visiting researcher all’Universiteit Leiden. È autrice di monografie e saggi su riviste e in volume. Negli ultimi anni si è occupata soprattutto della riscoperta e della valorizzazione di alcune scrittrici italiane, oltre che di registe e attrici, in contesti sia accademici che divulgativi.

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