NAPOLI – Quello tra il 1969 e il 1979 è il decennio più drammatico del dopoguerra italiano: sono gli anni di piombo inaugurati il 19 novembre 1969 con l’uccisione, durante una manifestazione a Milano, dell’agente di polizia Antonio Annarumma, proseguiti con le stragi nere di Piazza Fontana, di Brescia e dell’Italicus, con lo stillicidio degli agguati delle Brigate Rosse e degli altri gruppi terroristici di estrema sinistra fino alla morte di Aldo Moro e degli agenti della sua scorta.

Ma furono anche gli anni di grandi riforme con l’istituzione delle Regioni, lo Statuto dei lavoratori, l’introduzione del divorzio, il nuovo diritto di famiglia, la ristrutturazione del sistema sanitario e fiscale, la regolamentazione dell’aborto, il nuovo assetto carcerario, la maggiore età ai diciottenni. E furono anche anni di preoccupanti crisi economiche, soprattutto legate al petrolio e alle oscillazioni valutarie. Tutto questo è raccontato nella nuova serie dei diari inediti di Giulio Andreotti, curati dai figli Serena e Stefano, nel libro “I Diari degli Anni di Piombo”, edito da Solferino con la prefazione del giornalista Bruno Vespa.

Il libro documenta in presa diretta un’epoca remota eppure vivissima nella memoria di milioni di italiani; e la prosa disincantata e partecipe dell’uomo che per quasi metà di quel decennio è stato presidente del Consiglio ci restituisce con accuratezza, vivacità e ironia lo spirito del tempo.

La presentazione del volume a Napoli a Palazzo Ischitella.

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