NAPOLI – Il grande successo di pubblico per la mostra di Aniello Falcone (1607-1656), uno dei più grandi pittori napoletani della prima metà del Seicento al quale per la prima volta è stata dedicata una mostra al Museo Diocesano di Napoli, ha consentito la proroga al 30 aprile.

Le opere mature di Aniello Falcone, dallo splendido Riposo dalla fuga in Egitto dipinto per Gaspare Roomer (1641) sino agli affreschi realizzati per lo stesso Roomer nella villa poi Bisignano a Barra (1640-43) e alle tante Battaglie oggi disperse tra i musei e le collezioni private d’Europa e d’America, sono la migliore testimonianza di uno straordinario equilibrio e capacità di sintesi tra naturalismo, classicismo e aperture pittoriche che fanno di Falcone uno degli artisti più originali della Napoli del Seicento, il vero Velázquez di Napoli.
Prendendo spunto dal restauro appena concluso del suo capolavoro, il Riposo dalla fuga in Egitto del Museo Diocesano di Napoli, la mostra curata da Pierluigi Leone de Castris ambisce a riunire attorno ad esso oltre venti opere di questo protagonista del “secolo d’oro” dell’arte napoletana, dalle tele di soggetto sacro alle battaglie e alle nature morte, e a proporre inoltre un percorso esteso alle chiese di Napoli che ancora conservano – sconosciuti ai più – dipinti a fresco di Falcone, da San Giorgio Maggiore a San Paolo Maggiore al Gesù Nuovo.
Il restauro del Riposo ha consentito inoltre di riportare alla versione originale il lavoro di Aniello Falcone scoprendo il velo sul seno allattante coperto in un momento successivo alla sua realizzazione.
La mostra sarà aperta al pubblico, seguendo gli orari del Complesso di Donnaregina, fino al 30 aprile.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments