PulciNellaMente ha premiato Eduardo Scarpetta: il teatro come esercizio di umanità

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Un grande successo la cerimonia di consegna del Premio PulciNellaMente a Eduardo Scarpetta, preceduta da un articolato confronto sul film VAS, opera che affronta con sensibilità e rigore il tema della solitudine giovanile e del disagio emotivo delle nuove generazioni.
Ieri, nella Sala Busti del seicentesco Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” di Sant’Arpino, gremita di studenti, operatori culturali e appassionati, PulciNellaMente ha accolto i protagonisti del progetto cinematografico “VAS”: l’attore Eduardo Scarpetta, il regista Gianmaria Fiorillo e il produttore e sceneggiatore Francesco Inglese. Una mattinata intensa, coordinata dal direttore di PulciNellaMente Elpidio Iorio, aperta dai saluti istituzionali del sindaco Ernesto Di Mattia e dell’assessore alla Cultura Giovanni Maisto, con l’introduzione affidata alla docente e formatrice teatrale Carmela Barbato. A guidare il dialogo con gli ospiti è stato il giornalista Diego Del Pozzo, docente di Cinema e Audiovisivo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nel suo intervento, Elpidio Iorio ha ribadito il senso più profondo della rassegna, definendola “uno spazio civile” capace di utilizzare teatro, cinema e parola artistica come strumenti di coscienza e responsabilità collettiva. “PulciNellaMente — ha affermato — nasce dalla convinzione che l’arte, quando incontra la scuola e il territorio, possa diventare una forma alta di educazione alla cittadinanza”. Un pensiero che attraversa l’intera storia della manifestazione e che trova nei giovani il suo interlocutore privilegiato: non destinatari passivi di messaggi, ma protagonisti di un percorso di ascolto, consapevolezza e crescita critica.
Al centro dell’incontro il film VAS, introdotto dalle riflessioni di Carmela Barbato, che ha definito l’opera “un viaggio dentro il paradosso del nostro tempo: l’isolamento, la distanza emotiva, le relazioni filtrate dagli schermi, il rifugio nei mondi virtuali”. Attraverso immagini e frammenti del film, il pubblico è stato accompagnato dentro una narrazione capace di restituire con autenticità le inquietudini di una generazione sospesa tra desiderio di relazione e paura del contatto umano.
Nel successivo confronto con Diego Del Pozzo, Francesco Inglese, Gianmaria Fiorillo ed Eduardo Scarpetta hanno approfondito il percorso creativo dell’opera, soffermandosi sul rapporto tra immagine cinematografica, disagio contemporaneo e nuove forme della solitudine. Ne è emersa una riflessione lucida sulla fragilità emotiva che attraversa il presente e sul ruolo dell’arte come spazio di riconoscimento e condivisione.
Particolarmente emozionante il momento dedicato a Eduardo Scarpetta e alla grande tradizione teatrale della famiglia Scarpetta-De Filippo. Attraverso immagini e contributi video, il pubblico ha ripercorso alcune delle interpretazioni più significative dell’attore, oggi tra i protagonisti più autorevoli della nuova scena italiana. Di forte suggestione anche la clip in cui il giovane Eduardo legge le regole dell’attore scritte dal suo illustre avo Eduardo Scarpetta: un vero manifesto di disciplina, misura e rigore scenico, in cui il teatro si rivela non semplice mestiere ma educazione dello sguardo, della voce e del comportamento.

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