NAPOLI – Record di incasso all’Uci Cinemas di Casoria per la prima di “LottoZero…Le Holding di Napoli Est”.

Il film di Stefano Cerbone dedicato alle vittime innocenti della camorra, non ha deluso le attese raccogliendo tra il numeroso pubblico in sala, personaggi come il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il pluricampione di judo, noto in televisione, Marco Maddaloni.

Un film che ha fatto subito riflettere affrontando la dura realtà di chi, pur non volendolo, si trova per nascita, proiettato in una dimensione fatta di criminalità organizzata e malavita. Diretto dallo stesso Cerbone con Ciro Grieco, il lavoro cinematografico vede tra i protagonisti il popolare attore e cantante Antonio Ottaiano.

Un artista dalla grande esperienza teatrale pronto a mettere le sue caratteristiche attoriali al servizio di una travolgente storia di periferia imperniata sulle drammatiche vicende di due boss della camorra napoletana con i rispettivi figli.

«Un film-come ha spiegato lo stesso Antonio Ottaiano – in cui significativamente un ex boss conosciuto negli ambienti come Pauluccio Billaden, si accorge che alla luce dei cambiamenti della società non è più il caso di essere un malavitoso. A differenza di tante pellicole degli ultimi dieci anni, senza fare nome, questo lavoro grazie alla sua sceneggiatura fa prevalere la legge e la giustizia.

Al contrario di altri film e fiction dove tutto è in mano alla gente di malaffare, in LottoZero, alla fine, vincono la legge, la giustizia e la presenza ferrea e decisiva dello Stato. In sintesi, considerato che chi nasce inconsapevolmente da certe famiglie difficili è destinato a essere “pre-giudicato” a prescindere, pur senza aver commesso alcun peccato, il messaggio che scaturisce dal film è quello di fare chiarezza sulla questione offrendo a questi giovani soggetti un motivo di riscatto ed una seconda possibilità».

Con il grido di denuncia dell’autore Cerbone contro uno Stato assente, il film con Ottaiano, vede tra gli interpreti anche Walter Lippa, attore della serie Gomorra e ancora, Armando Incarnato, Vincenzo Fabricino, Michele Cantalupo, Nello Amato, Antonio Ciccone, Cosimo Merolla, Terry Ray, Massimo Cerbone, Ludo Brusco e Nino De Santis.

Presentato dalla Rebirth Communication, il lavoro cinematografico si tramuta nel messaggio di speranza di una città che, nonostante i suoi atavici difetti, spera in un futuro migliore fatto di vita, civiltà e orgoglio. «Dedico questo film- ha detto l’autore e co-regista Stefano Cerbone- a Gianluca e Aniello, due angeli del cast che tragicamente non sono più tra noi.

Purtroppo, i bambini crescono per imitazione ed è difficile per chi nasce in periferie difficili non essere attratti da certi personaggi. Anch’io da ragazzo ero affascinato da un certo tipo di contesto e ricordo come si raccoglievano consensi popolari quando ti vedevano accompagnati in scooter da un camorrista. Poi, crescendo, ho cercato di dare una risposta a questa condizione ed è saltato fuori ciò che posso definire il “bisogno di appartenenza”.

Ecco perchè ho capito che il male da abbattere è l’emarginazione. La stessa che affligge coloro che sono nati da famiglie non in linea con le leggi dello Stato e sono costretti a fare i conti con i pregiudizi della società. Tutti noi adulti dobbiamo fare attenzione alle silenziose richieste di aiuto dei nostri giovani in difficoltà. Se invece di etichettarli noi li aiutassimo a integrarsi, tanti ragazzi potrebbero riacquistare fiducia e iniziare a costruire il loro futuro e non la loro gabbia».

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