NAPOLI – Quest’anno la Notte dei Filosofi è sulla memoria, com’è il tempo vissuto, trascorso e “sentimentato”. Arriva all’amore che vacilla sotto le volte della memoria come storia per ritrovarsi come desiderio e nostalgia della vita. La memoria risuona, non è un archivio di dati, è uno strumento che ricorda e si scorda. Bisogna avere una memoria buona per dimenticare senza smettere di ricordare il presente della vita.

Ore 18:00 incontro dedicato agli effetti della pandemia sulla vita delle donne fra lavoro di cura e smart working, in condizioni che hanno rovistato la memoria interiore segnando un intricato passaggio di relazioni di genere. Ne parleranno con Simona Marino, Antonella Picchio e Linda Laura Sabbadini.

Ore 20:00 dialogo fra Lorenzo Fazio, editore di Chiare Lettere e Giuseppe Ferraro autore del libro “la memoria dell’amore”, che sarà presentato come una stazione del cammino della Notte dei Filosofi.

Ore 21:00 il mito di Atteone, narrato con accompagnamento musicale dell’arpa di Zena Rotundi e del violoncello del maestro Luca Signorini. Lukas Lucariello leggerà le preghiere ad Artemide e Giuseppe Ferraro leggerà dalle metamorfosi di Ovidio e dalle pagine degli “Eroici Furori” di Giordano Bruno. Il mito di Atteone racconta dell’inviolabilità della nuda vita che fa presto a riprendersi come propria l’esistenza di chi troppo le si avvicina spingendo lo sguardo oltre i pensieri. Una metafora diventa metamorfosi, rito di passaggio dalla vita alla morte e dalla morte alla vita, secondo quella bellissima espressione di Hölderlin che diceva come la vita è la morte e la morte è ancora vita. Si può dire così del dolore e dell’amore, perché l’amore è dolore e dolore è ancora amore. Giordano Bruno lo racconta con “furore” interpretando, a suo modo, il mito.

Già da sabato 19 settembre sarà possibile visitare il Cammino in fotografia di Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Maurizio Esposito, Valentina De Rosa.

Quest’anno La Notte dei Filosofia è sulla memoria dell’amore, che è senza date e senza dati, come un orologio senza lancette che segna l’istante dentro e fuori del tempo, presente e assente, fragile come ogni istante è fra passato e futuro. Attendere all’amore, attendere alla memoria, è aver cura di questo tempo adesso, dell’istante che aspetta di fermarsi nella sua bellezza. La memoria è la stanza dei sentimenti, è dimenticare senza scordarsi mai. Ritorneremo alla vita di prima? La risposta deve cedere il passo alla responsabilità di un prima che fin qui non è stato. La memoria dell’amore è la stessa del desiderio, il ricordo di quel che non si è vissuto e che sentiamo dentro, come la vita che bussa all’esistenza e la reclama al mondo. Fragile come l’amore, come ogni istante che attende il bene per fermarsi e restare nella sua bellezza.

Giuseppe Ferraro

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