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NAPOLI – La chiesa “de’ ‘cape ‘e morte”, nome con cui è nota al popolo napoletano Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco, nelle giornate di martedì 28 e mercoledì 29 novembre 2017, ha visto l’intervento di giovani allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli che hanno dato vita e colore ai pannelli di legno che, per consentire i lavori di restauro, ne circondano temporaneamente  l’ingresso e l’antica scalinata di accesso.

 

Federica Ferraro, Giorgia Bonito, Sergio Alfano, Daniele Uberti e Alvise Caiazzo,  allievi del corso di Illustrazione della Prof.ssa Daniela Pergreffi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, hanno ricreato sull’anonima recinzione e secondo la loro personale interpretazione,  gli elementi distintivi di un luogo, il Purgatorio ad Arco, dove da sempre il tempo della vita e quello che oltrepassa la vita si fondono e si confondono.

“Non è possibile mostrare sulla strada più importante della città – commenta Francesca Amirante, curatrice del Complesso Museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco – l’anonimo cromatismo di un pannello di compensato e allora, seppur per breve tempo, visto che tra poco la cancellata sarà rimessa al suo posto, abbiamo voluto dare spazio alla libera interpretazione di giovani artisti“.

Il loro intervento non è passato inosservato:  tanti i passanti che si sono complimentati con i giovani artisti, che si sono fermati per vederli all’opera. Un esempio di street art che non solo dona una nuova veste alla chiesa durante i lavori di restauro ma soprattutto che trasmette l’importanza artistico-antropologica del Complesso e che pone l’attenzione sulla necessità del senso della cura e d’appartenenza per gli abitanti del centro storico.

I lavori di restauro della facciata e della cancellata Settecentesca, finanziati dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco, Ente proprietario del sito, sono iniziati nell’aprile 2016; rimosse le impalcature che imprigionavano la storica facciata, riportata all’antico splendore dopo circa un anno di lavoro, si è resa necessaria per la prosecuzione del restauro, la creazione di uno spazio di cantiere antistante la scalinata d’accesso, spazio ottenuto circondando la scalinata stessa con alti pannelli di legno.

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