BANNER_SHOMALI_ok

NAPOLI – Arriva per la prima volta in Italia, in occasione dell’inaugurazione della rassegna “Femminile Palestinese”, quest’anno giunta alla quarta edizione, il regista e visual artist palestinese e il suo ultimo film, “The Wanted 18” (Palestina-Canada- Francia-2014). Amer Shomali, in Italia dal 26 al 30 ottobre tra Salerno – Università degli Studi -, Napoli – Accademia delle Belle Arti e Museo Madre (rispettivamente 27 ottobre alle ore 11 e 29 ottobre alle ore 19) e Roma – Università La Sapienza, 30 ottobre ore 17.30 -, è ospite di “Femminile Palestinese”, rassegna curata da Maria Rosaria Greco, sostenuta dal Centro di Produzione Teatrale Casa del Contemporaneo, al fianco dell’iniziativa dalla sua prima edizione.

 

Il film, candidato agli Oscar 2016 nella categoria delle pellicole in lingua straniera, di cui Shomali è coautore insieme al canadese Paul Cowan, racconta una storia realmente accaduta di fatto al “femminile”: le protagoniste sono 18 mucche ricercate perché dichiarate “pericolose per la sicurezza di Israele”.  Siamo a Beit Sahour, villaggio alle porte di Betlemme, sono gli anni caldi della Prima Intifada: è qui che alla fine degli anni Ottanta la comunità palestinese disegna una delle pagine più significative della sollevazione popolare.

La disobbedienza civile e il boicottaggio economico passano per 18 mucche israeliane, fonte di sostentamento per tutto il villaggio: Ruth, la mucca orgogliosa; Rivka, la pacifista; Lola, la regina del dramma; Goldie, l’attivista politica; e Yara, il vitello. Le mucche diventano simbolo di un’intera comunità che si stringe attorno a un sogno, all’ideale di indipendenza con spirito di lotta e cooperazione, perché, come conclude lo stesso Shomali, narratore nel film, “è necessario ostinarsi a credere nell’utopia”.

“The Wanted 18” è una produzione unica che combina animazione stop-motion, interviste, disegni originali e immagini d’archivio e racconta uno scorcio della Prima Intifada vista da una piccola comunità palestinese. E lo fa non solo con le voci dei protagonisti dell’epoca, ma soprattutto con quella delle mucche, nascoste e spostate di casa in casa perché su di loro pesa il mandato di cattura dell’esercito israeliano. Lo fa con ironia e leggerezza, che sono sfondo al dolore di anni difficili, di privazione, di arresti e uccisioni, di una repressione militare che finisce per avere nel mirino un gruppo di semplici mucche.

 

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments