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NAPOLI (di Vania Fereshetian)– La sua forte passione per la musica lo porta ad andare avanti senza interruzioni ,neanche quando un medico napoletano gli prospetta l’eventuale abbandono dello strumento, a causa di traumi subiti quando, per pagarsi gli studi privati di musica, lavorava in fincantieri. La rottura dell’anulare della mano sinistra e i continui gonfiori a tutti e due gli organi tattili non scoraggiano il Maestro Napoletano che, imperterrito, spinto dalla sua passione e dal suo amore per la melodia non si ferma un attimo e fagocita esperienze e virtuosismi come se fossero linfa vitale. Il Maestro Giovanni Cigliano nasce a Napoli 36 anni fa da una famiglia di onesti lavoratori.

Il padre trasferisce al piccolo Giovanni la passione per la chitarra, che lui, in un primo momento, non apprezza. Inizia i suoi studi dello strumento alle scuole medie ma solo per compiacere il padre. Sarà solo dopo che il genitore, quasi costringendolo , lo porta ad assistere ad un concerto del grande Paco de Lucia, rimanendone estasiato, Giovanni, ne subisce il fascino, ne apprezza il virtuosismo e, delle corde della sua chitarra, ne fa una ragione di vita. Rinuncia agli studi tradizionali e sceglie di lavorare per pagarsi quelli privati di musica. Non essendo una famiglia agita il suo percorso non è sempre facile, la famiglia è costretta a trasferirsi a Genova dove Giovanni, vince subito un concorso . Incontra molti maestri come Patrizia Merciari insegnante di teoria e solfeggio e Pino Briasco insegnante di chitarra e poi grande amico .Dopo due anni si presenta all’ammissione al conservatorio di Genova Niccolò Paganini, superandolo con dieci e lode e subito dopo uscendo su una rivista locale .La famiglia Cigliano decide di rientrare a Napoli e , per questa decisione Giovanni non frequenta il conservatorio di Genova. A Napoli continua a studiare con il suo primo Maestro, Alessandro Petrosino facendo l’esame del quinto anno .Il suo carattere ecclettico e sempre curioso lo porta ad abbandonare gli studi classici per dedicarsi anche a nuove esperienze come la chitarra acustica e chitarra elettrica, contro il parere del suo insegnate che lo vede ” concertista”.Suona la chitarra come si corteggia una donna e trae da essa emozioni. Si esibisce nei locali divertendosi e portando una sua personalità ” musicale ” ben definita . Al compimento dei suoi 21 anni, conosce la sua ex compagna Giuliana Malfi che lo sprona a riprendere gli studi classici appoggiata pienamente dalla famiglia Cigliano. Consegue i restanti esami, storia ed armonia a Salerno, compimento medio e superiore a Napoli centro, dove, conosce Raimondo Di Sandro .Ricorda con affetto i maestri, tutti gli hanno lasciato qualcosa di importante, dice Giovanni e, cita i Maestri, Petrosino Di Sandro e Pino Briasco non solo per la grande professionalità , ma anche per l’umanità nell’essergli stati vicino in un periodo importante della sua vita in maniera del tutto gratuita ed amicale. Il suo primo libro , Variazioni sui Ghiribizzi di Niccolò Paganini, nasce dalla studio degli spartiti originali e dal riconoscimento al merito del competente genovese .Si rivede in lui per carattere e vita vissuta, gli riconosce il valore di averlo riportato con più passione allo studio classico .

Azzarda con coraggio di variare gli studi di Paganini, inizia il cangiamento dei 43 Ghiribizzi lavorando sugli originali presi dalla biblioteca Cassanatense di Roma. Le sue variazioni sono combinative , spiega il Maestro Cigliano, cioè lascia inalterate le parti basse del virtuoso genovese, manipolando invece quelle in ” acuto ” cioè variando le parti del tema, combinando note e figure tra loro, come se quest’ultime fossero un mazzodi carte da “mischiare”, ride simpaticamente Giovanni, nel riportarci questo esempio. La prima parte del libro, stampato nel 2017, comprende i primi venti Ghiribizzi edito dalla Accademia Reale di Giovanni Borrelli, i restanti, in lavorazione, saranno pronti per la fine del 2018. Grazie all’invito di Luciano Tortorelli il libro viene presentato al festival internazionale di Brno nel 2017 in Repubblica Ceca, dove ne rimangono estasiati, riconoscendo al Maestro Cigliano una coraggiosa e inaspettata positività compositiva unita ad un virtuosismo innato.

Il 16 luglio scorso al Teatro Il Principe a Giugliano in Campania, Giovanni, presenta con successo, il suo libro organizzando uno spettacolo dal titolo “Viaggio tra la tradizione e l’innovazione”. Per settembre 2018 è in previsione una nuova ed innovativa presentazione della vecchia e nuova edizione de “43 VARIAZIONI SUI GHIRIBIZZI DI NICCOLO’ PAGANINI ” ( A chitarra sola) di GIOVANNI CIGLIANO (vol.1 e 2) Si terrà alla ” A’ Puteca ‘e ll’ Arte ” sita in via Provinciale ,16 Pozzuoli Napoli. Direzione artistica e regia di Vania Fereshetian Oggi Giovanni continua a studiare con il Maestro Aniello Desiderio, dice : – Mai fermarsi, abbiamo sempre da imparare – Con i suoi allievi ha un rapporto aperto e dedito al confronto, dice :- Non siamo tutti uguali, l’insegnamento non può essere massificato, si mortificherebbero le anime che vogliono “volare”, avviciniamoci ad agni alunno per quello che è Lui e non per quello che vorremmo che fosse. Conclude con la frase scritta dietro la quarta di copertina del suo libro di Niccolò Paganini. “Bisogna forte sentire per far sentire “

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