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NAPOLI (di Fosca Tortorelli)- Un salotto nel cuore di Napoli: Salotto Calabritto! E’ il nuovo spazio che vuole curare la cultura del bello e delle arti, situato all’interno dello storico Palazzo Calabritto. Il progetto, è nato dalla voglia e dall’esigenza di ritrovarsi e di offrire a Napoli un luogo dove scambiare ed esaltare la ricerca del bello, creare contaminazione d’incontri e d’idee; insomma un luogo per fare cultura.

Ed è in questo spazio che ha avuto luogo il Vernissage della mostra-evento ‘Napul’è mille culure’ di Alessandro Ciambrone, che prevede una durata di diverse giornate, ognuna caratterizzata da ospiti di rilievo. Il titolo ‘Napul’è mille culure’ è collegato a un’opera dell’artista, lunga ben 5 metri, nella quale viene rappresenta una Napoli festosa e colorata, opera che l’architetto-artista vuole donare alla città, in modo da renderla fruibile ai cittadini e ai turisti.All’opening le curatrici della mostra, Francesca Frendo e Carla Travierso, hanno presentato il giovane artista Alessandro Ciambrone, architetto e docente universitario nel team del prof. Carmine Gambardella presso il Centro Regionale dei Beni Culturali‘Benecon’, Cattedra Unesco on Landscape, Cultural Heritage and Territorial Governace, l’Università Pegaso e the European Polythecnical University.Alessandro ha iniziato a dipingere da soli 18 mesi, ma ha alle spalle un background di grande rilievo professionale, ad oggi ha realizzato circa 120 quadri, illustrando i luoghi più rappresentativi di Napoli e della Campania, ma anche luoghi simbolo del Patrimonio Mondiale.Per l’occasione è stato inoltre presentato il prototipo in seta ‘San Leucio Silk’ del quadro ‘Esplosioni di colori’, realizzato dalla Silk and Beyond, un modo per allargare la filiera e ridare dignità e valore alle antiche tradizioni e peculiarità artigiane del nostro territorio.La sua opera artistica ha infatti, come obiettivo principale, quello di dare valore al patrimonio culturale, aspetto a cui è stato legato durante i numerosi percorsi della sua ricerca scientifica.E come affermato dalla prof. Jolanda Capriglione: ”Alessandro, in realtà, non ci invita verso la sua pittura, strana e al contempo fortemente innovativa, ma ci impone di non distrarci dalla Bellezza di luoghi che pure appartengono al nostro quotidiano (la Reggia di Caserta, la Basilica di Sant’Angelo in Formis, Capodimonte …) e che, forse proprio per questo, noi non riusciamo più a leggere come dovremmo.”

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