NAPOLI – «Il teatro non è indispensabile, serve ad attraversare le frontiere fra te e me»: la frase del regista polacco Jerzy Grotowski è il claim della nona stagione del Nuovo Teatro Sanità, che partirà sabato 8 ottobre e chiuderà i battenti il 28 maggio20 spettacoli in programma, 2 progetti site-specific, grande attenzione alla produzione drammaturgica contemporanea e ai giovani: in cartellone, i testi di Enzo MoscatoRosario PalazzoloSaverio La Ruina; ma anche dei britannici Miriam Battye, Sam Steiner, Nick Payne e lo spagnolo Carles Mallol.  Un progetto speciale di Carlo Geltrude, realizzato con il patrocinio e il sostegno della Fondazione Eduardo De Flippo, riporta “il sindaco” nel suo quartiere.

«Abbiamo deciso di ricominciare dal futuro. In questa nona stagione proponiamo una programmazione che guarda a una nuova configurazione del teatro, partendo da quanto accaduto nel mondo negli ultimi due anni – spiega il direttore artistico Mario Gelardi. Lo shock della pandemia ha provocato una battuta d’arresto nello spettacolo dal vivo e nella modalità di stare insieme di pubblico e artisti. Le barriere di questi anni hanno creato uno schermo divisorio tra le persone, per le quali stare vicino rappresenta ancora un problema. Cosa può fare il teatro per andare oltre questa difficoltà, se non trovare nuovi percorsi per arrivare alle persone, facendole sentire vicine?»

Ad aprire la nuova stagione sarà Vincenzo Comunale con Definitivo3. La stand up comedy è il genere di comicità anglosassone che ormai spopola anche in Italia e di cui Comunale, napoletano, classe ’96, vincitore del Premio Massimo Troisi e del Premio Charlot, è tra le voci più rappresentative.

La stagione 2022-2023 sarà dedicata ad un lavoro di ricerca, che guardando al passato intende rileggere il presente in maniera inedita. La memoria è uno dei temi portanti: cosa saremmo senza il ricordo? In che modo selezioniamo il materiale che costituisce la nostra storia personale e universale? Le nuove drammaturgie contemporanee, ospiti sul palco di piazzetta San Vincenzo, racconteranno proprio questo e lo faranno utilizzando nuovi codici e spesso nuove tecnologie, ma anche cercando di comprendere come condividere lo spazio del teatro, ricreandolo in luoghi alternativi.

In scena, la grande drammaturgia del Sud, quella della tradizione, con Napoli rappresentata da Enzo Moscato, nello spettacolo diretto da Costantino Raimondi Spiritilli ed altri movimenti (13, 14 e 15 gennaio); la Sicilia da Rosario Palazzolo che firma Eppideis, interpretato da Silvio Laviano (12 e 13 novembre); mentre il calabrese Saverio La Ruina porta a Napoli il suo Via del popolo (27, 28, 29 gennaio). Nei testi di questi tre autori la memoria diventa una preziosa bussola per il presente, grazie alla quale darsi spiegazioni di ciò che non si può capire se non con un affondo in immaginari lontani.

Ampliando lo sguardo, si darà spazio anche alle scritture di giovani e affermati drammaturghi di tutta Europa: i britannici Miriam Battye, autrice di Scenes with girls, per la regia di Martina Glenda (21, 22 e 23 ottobre); Sam Steiner col suo Lemons, Lemons, Lemons, Lemons, Lemons, interpretato e diretto da Davide Pascarella (24, 25 e 26 febbraio); e ancora Nick Payne, che firma Costellazioni della compagnia Mutamenti / Teatro Civico 14 (4 e 5 marzo); e ancora lo spagnolo Carles Mallol, autore de La vida pornografica, testo portato in scena da Gelardi, con Teresa Saponangelo Ivan Castiglione (18, 19 marzo). Lavori che andando alla ricerca di nuovi linguaggi sono in grado di essere una testimonianza profonda del nostro presente.

Nella nuova stagione, ntS’ prova anche a scrutare ancora più lontano, aprendo bene gli occhi anche su ciò che è più vicino e soffermando lo sguardo sulle penne teatrali più interessanti del nostro Paese. Si darà spazio ai lavori di Andrea Collavino, regista di Questioni di famiglia, riscrittura di Antonio e Cleopatra da Shakespeare, con Filippo Gessi Teresa Timpano (in data unica il 26 novembre); di Elio Fassone, autore di Fine pena ora, testo che pone attenzione al valore riabilitativo della pena, diretto da Simone Schinocca (20, 21 e 22 gennaio); di Annarita Colucci, autrice dello spettacolo di teatro ragazzi finalista a Inbox Verde U.Mani (in scena in data unica il 19 febbraio); e ancora di Mario Gelardi, autore di Salsedine, con Vincenzo Antonucci, Mariano Coletti, Giampiero De Concilio, per la regia di Gennaro Maresca (14, 15, 16 aprile). Scritture e riscritture che ci condurranno in prossimità di quel punto zero dell’animo umano, da dove è possibile ripartire per ricominciare a parlare a donne e uomini del presente.
Non mancherà nemmeno un grande classico della letteratura teatrale europea come Finale di partita di Samuel Beckett, realizzato dal Teatrino del Giullare, rivisitato con i puppets (7, 8 gennaio). Uno spettacolo ormai storico con centinaia di repliche e numerose tournèe all’estero, vincitore del Premio Nazionale della Critica e Premio Speciale Ubu.

I nuovi percorsi a cui guarda il Teatro Sanità sono anche quelli dei giovani artisti che hanno mosso i primi passi nel nostro territorio o addirittura partendo dal teatro di piazzetta San Vincenzo, alcuni dei quali hanno intrapreso percorsi che li hanno portati lontano, vedendoli vincitori o finalisti in importanti premi nazionali. Alessandro Palladino e Ciro Burzo con il loro Sound sbagliato, diretto da Carlo Geltrude (14, 15 e 16 ottobre);  Melissa Di Genova Simona di Maio, che porteranno in scena White Sound | Suono Bianco (18, 19, 20 novembre);  Riccardo Pisani col suo progetto dedicato ai desaparecidos argentini Presente (24, 25, 26 marzo); e ancora Marina Cioppa, autrice di Pig Bitch, diretto da Michele Brasilio (1 e 2 aprile) e di Hip Hop, interpretato da Gaetano Migliaccio, per la regia di Agostino Pannone (5, 6 e 7 maggio); Elvira Scorza, con il suo Tutta colpa di Ugo, spettacolo vincitore del bando Verso Sud (21, 22, 23 aprile); e Salvatore Nicolella, autore e regista del game teatrale Il gioco del lupo (28, 29 e 30 aprile).
In programma, anche drammaturgie che si dirigono verso nuovi modi di condividere lo spazio scenico. A questo proposito, ritornano i format Do not disturb, ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli, e Tur de Vasc di Carlo Geltrude. Dal 17 al 19 febbraio si torna nelle stanze d’albergo del Chiaja Hotel de Charme con un’inedita versione del teatro in camera, dal titolo Il ballo in maschera, ispirata ai quadri del pittore olandese Kenne Grégoire. Quest’anno al fianco del collettivo ntS’ ci sarà anche la Fondazione Eduardo De Filippo, che ha visto nel Nuovo Teatro Sanità un serbatoio di energie in grado di riscrivere l’universo teatrale più prezioso della nostra terra: nasce così il format Tur de Vasc, ideato da Carlo Geltrude, che vedrà le riscritture dai testi di Eduardo, ad opera di Mario Gelardi, ambientate nei bassi del quartiere Sanità (26, 27 e 28 maggio). Due inediti progetti site-specific, che vogliono ricucire un legame tra pubblico e artisti mettendoli a contatto diretto.
«Quest’anno ci trasformeremo in un osservatorio astronomico – conclude Gelardi –, provando a scorgere nuove stelle e mettendole insieme a quelle già esistenti, proveremo a vedere oltre il presente nuove rotte da interpretare e nuovi orizzonti a cui approdare. Vogliamo che il nostro teatro sia un luogo di osservazione, da cui scoprire percorsi inimmaginabili. L’attesa implica pazienza e rischio. Ma in questo modo ci stiamo preparando al futuro, a quello che speriamo si schiuderà al compimento del nostro decimo anno di attività, quando vorremmo presentare la nuova fisionomia del nostro progetto».
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