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NAPOLI – Un monologo, una divertente e veloce stand up comedy: lo scrittore Antonio Pascale smonta la parola amore. E si chiede: ma l’amore è una variabile indipendente o una variabile dipendente? Rende la vita migliore o solo possibile? Il racconto si snoda attraverso 4 donne, ogni donna esprime un modo di vedere e vivere l’amore. Con ogni donna lo scrittore si confronta e apprende (qualche volta subisce) delle lezioni sentimentali: l’irruenza del maschio Alpha, le sfumature della bellezza, la difficoltà (e la sofferenza) dell’amore romantico e infine il tentativo di trasformare (attraverso l’amore) il trauma in dolore, perché il dolore rispetto al trauma può essere almeno condiviso. Un racconto narrativo sostenuto e alimentato da diversi strumenti: quelli filosofici, antropologici e quelli legati alla biologia evoluzionista. 60 minuti di viaggio, tra stazioni varie, tra divertimento e riflessioni. 

Nato a Napoli, cresce a Caserta e nel 1989 si trasferisce a Roma, dove lavora come ispettore del Ministero delle Politiche Agricole. Scrive per il teatro e la radio. Collabora con Il Mattino, Lo Straniero, Limes, Corriere della Sera e con i siti salmone.org e newclear.it. Il suo blog è ospitato dal quotidiano online Il Post. I suoi libri sono citati in Daniela Carmosino, Uccidiamo la luna a Marechiaro. Il Sud nella nuova narrativa italiana, Roma, Donzelli, 2009. Nel 1999 ha esordito con un reportage narrativo, La città distratta, pubblicato da L’ancora del mediterraneo, che vince il Premio Sandro Onofri e il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante. 

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