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NAPOLI– L’attore e regista Arturo Cirillo è Rosalinda Sprint, protagonista del celebre racconto lungo (o romanzo breve) Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, che sarà in scena, da venerdì 15 gennaio 2016 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 17), al Teatro Nuovo di Napoli.Presentato da Marche Teatro, Fondazione Campania dei Festival / Napoli Teatro Festival Italia e Tieffe Teatro di Milano, Scende giù per Toledo racconta il mondo dei travestiti napoletani, un mondo corale dominato dalla figura e dalla storia di Rosalinda Sprint, attorno alla quale ruotano personaggi che si chiamano Marlene Dietrich, Baronessa, Maria Callas, Viacolvento.

Continuando il suo percorso di rivisitazione del teatro e della lingua napoletana, dopo Scarpetta, Ruccello, Arturo Cirillo si confronta con Patroni Griffi e il suo mondo dominato dalla disperazione, fatta di personaggi osservati nella realtà e ricreati sulla pagina, attraverso un linguaggio di visionaria poeticità, di appassionato e grottesco realismoInterprete e regista dell’allestimento, Cirillo dà voce a tutti i personaggi, ma è anche la voce narrante che racconta, in terza persona, la celeberrima storia di questo travestito, che “scende” di corsa giù da Toledo perché è in ritardo. Ha perso troppo tempo a farsi biondo con la Camomilla Schulz, di cui si decantano le meraviglie, facendo tardi all’appuntamento con un sarto che si vergogna di riceverlo in casa. Deve provare un cappotto con un grande collo alla Maria Stuarda, che vuole rigido e non floscio, e dunque sostenuto da stecche di balena (quelle dei busti per signora di una volta).È un mondo mercenario, aggressivo, spietato, talvolta solidale, quello che Cirillo rappresenta, in contrapposizione alla violenza, alla crudeltà del mondo maschile, perché l’amore di un uomo resta il sogno irrisolto di Rosalinda, segnato da infelici incontri.Sono uomini alla ricerca del loro piacere, egoisti, violenti e profittatori, che spingono Rosalinda a cercarsi una vita nuova (forse reale, forse immaginaria) in Inghilterra, con la delusione delle scogliere di Dover. Al contrario della leggenda, non le appaiono per nulla bianche, così come non lo è la vita che immagina l’aspetti.Scende giù per Toledo è un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire. Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui, più che mai, diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c’è.Le scene sono a cura di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche originali di Francesco De Melis, le luci di Mauro Marasà.

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