IlBruttoBruttoAnatroccolo_H

NAPOLI –  “Il Brutto Brutto Anatroccolo” di Marco Renzi, in scena mercoledì 17 gennaio (ore 10) al Teatro dei Piccoli della mostra d’Oltremare di Napoli, è il nuovo spettacolo in programma a “La Scena Sensibile”

, rassegna di teatro per la scuola e le nuove generazioni organizzata da I Teatrini. Un gioco tra pupazzi e attori che interagiscono con il pubblico: è attraverso questa tecnica che il Proscenio Teatro di Fermo rivisita in chiave moderna la nota fiaba di Hans Cristian Andersen. E così avviene che nel ridente e tranquillo paese di “Poggiocalmo”, a distanza di trent’anni, la televisione ricorda la memorabile schiusa di sette uova covate da Mamma Anatra Fernanda nella Fattoria del Sole Nascente. All’epoca la più grande nascita che si fosse mai verificata in paese conquistò gli onori delle cronache e milioni di persone seguirono con passione l’evento in diretta tv. L’entusiasmo, però, fu smorzato dal fatto, inspiegabile, che da una di queste uova venisse alla luce un anatroccolo dalle piume nere, più simile a un tacchino che ai suoi fratelli. Si capì subito che per lui tutto sarebbe stato difficile: tutti iniziarono a prenderlo in giro rendendogli la vita impossibile al punto da costringerlo ad andar via. Dopo trenta lunghi anni ci si interroga oggi su che fine abbia fatto quell’esserino tutto nero. Si scoprirà, con sorpresa, che il piccolo è diventato un grande e valoroso Capitano di Marina che pattuglia il Mediterraneo salvando vite agli altri brutti anatroccoli costretti a scappare dal proprio Paese. In scena Mirco Abbruzzetti e Simona Ripari. Le musiche sono di Giuseppe Franchellucci e Marco Pierini; i pupazzi di Lucrezia Tritone. La scenografia è a cura di Paolo Figri, i costumi di Valentina Ardelli.  “Un racconto dove è possibile divertirsi, identificarsi e partecipare – spiega l’autore e regista Marco Renzi – che prosegue un ricerca portata avanti da anni, quella di una drammaturgia su misura per i più piccoli, in grado di raccontare in maniera giocosa e incisiva il mondo in cui tutti viviamo, perché a loro sarà affidato il compito di migliorarlo”.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments