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La Festa di Piedigrotta in scena al Teatro Sannazaro (VIDEO)

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NAPOLI – Al teatro Sannazaro di via Chiaia si è tenuta presentazione dello spettacolo “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani con la regia di Lara Sansone. All’incontro presenti la regista e l’intero cast dello spettacolo che aprirà la stagione 2017-18 del teatro venerdì 27 ottobre, alle ore 21.

La “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani, sagra popolare in prosa, versi e musica in due atti, in dialetto napoletano è uno dei testi più belli e complessi del grande drammaturgo stabiese. Raffaele Viviani lo scrisse e lo mise in scena per la prima volta al Teatro Umberto di Napoli il 19 novembre 1919. Poi tante altre messe in scena ne hanno alimentato il ‘mito’ di grande spettacolo corale.

“La mia Piedigrotta – afferma Lara Sansone – è nel ricordo dei racconti dei miei nonni, nei suoni che mi sono familiari per una lunga frequentazione dei testi di Viviani, nei giochi antichi, nelle sensazioni che ricevo dalla lettura del testo. Piedigrotta per me è il trionfo della gioia. La voglia incontenibile dei napoletani di gioire anche senza mezzi, di godere di poco, con la dignità che solo il nostro popolo riesce a manifestare”.

“Così vedo questa mia ‘Festa di Piedigrotta’ – ha aggiunto la regista – come una fotografia d’epoca che ci restituisce la memoria di una delle celebri feste sacre della Campania, con i suoni, le abitudini, il lessico popolare ed allo stesso tempo nobile, i mille colori e le molteplici contraddizioni di Napoli. Classi sociali diverse, unite dal piacere di partecipare ad una grande festa, la sfida delle canzoni, i carri allegorici, il rituale degli abiti di carta, le processioni, gli amori, le delusioni, il perdersi ed il ritrovarsi in un percorso circolare infinito”.

“I temi trattati nello spettacolo risultano ancora oggi di una modernità assoluta. Vicende umane s’intersecano al ritmo delle indimenticabili musiche del grande Viviani, delle ‘tammorriate’, dei versi irriverenti della famosa ‘retena degli scugnizzi’ e dei ‘bazzerioti’ alle prese con provocanti ‘maeste’ e giovani ‘lucianelle’, la dolcezza del ‘cafone’ Mimì di Montemuro emblema di una drammatica diversità che si ripete ancora oggi, e del rifiuto e dell’accoglienza. Napoli è ancora una volta palcoscenico globale, dove la vita spesso ruba spazio alla fantasia. L’iconografia diventa reale, il ricordo vivo e fremente”.

“Il teatro Sannazaro, – ha sottolineato la nipote della grande Luisa Conte – già prestato in precedenza alle atmosfere mistiche della storica ‘Juta a Montevergine’, si trasformerà ancora una volta per dar vita alle suggestioni della indimenticabile festa settembrina. Un grande sforzo produttivo, una grande fatica di costruzione per una Compagnia che prevede oltre quaranta attori in affiatatissimo lavoro, giovanissimi e veterani, generazioni che si incontrano e si scambiano sapere e intuizioni, ciascuno con una grande padronanza del palcoscenico e della lingua Vivianea”.

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