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NAPOLI – Dal 12 al 15 aprile (dal giovedì al sabato alle ore 21 e domenica ore 18:30) ai Quartieri Airots (via Carlo de Cesare, 9 – Napoli), Murìcena Teatro presenta la sua nuova produzione in forma di primo studio LAURA, adattato e diretto da Fulvio Sacco, che ne è anche interprete insieme a Raffaele Parisi. Lo spettacolo vede la partecipazione in voce di Marianita Carfora, le scene sono a cura di Mauro Rea, i costumi di Antonietta Rendina e i suoni di Andrea Cimmino.

LAURA, attraverso una storia semplice e ricca di colpi di scena, prende spunto dagli eventi terroristici di oggi non per parlare della violenza che invade e continuerà ad invadere le nostre vite quotidiane. La pièce è una tragedia intima in cui non uscirà nessuno vincitore.

L’associazione Murìcena Teatro, costituita da professionisti under 35, si occupa principalmente della promozione della cultura teatrale attraverso produzioni di testi inediti ed editi e attività laboratoriali pratiche e di studio.

SINOSSI

In una metropoli non identificata, tra circa quindici anni e sullo sfondo una guerra che ancora non conosciamo, ma di cui oggi abbiamo paura, due personaggi si incontrano casualmente in un appartamento.

Il padrone di casa è Enrico, scrittore di successo famoso per le sue ideologie e i suoi romanzi amorosi, mentre l’altro è Riccardo, rampollo di ricca famiglia, completamente disinteressato a tutto ciò che non riguarda lui e sua moglie Laura.

Le strade sono abitate da guerra e violenza, la tragedia che i personaggi vivono all’interno dell’abitazione li porterà a disinteressarsi completamente di ciò che accade fuori, trovandosi in una spietata partita a scacchi da dove potrebbe non uscirne nessuno vincitore.

NOTE DI REGIA

Ogni giorno assistiamo alla violenza del terrorismo. In Italia, in Europa e in tutto il mondo ci troviamo in una situazione politica evidentemente incerta. Nel 1961, John F. Kennedy nel celebre discorso all’ONU, affermò che “l’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità”. Sulla base di questo è importante concentrarci sul futuro, un futuro che può non essere dei migliori. L’azione si svolge tra circa quindici anni, in una metropoli non identificata, ma con le proprie strade abitate da guerra e violenza. Ci troviamo in uno spazio vuoto, metafisico, sospeso, circondato da rumori esterni di continuo pericolo. In questo microcosmo, come in una spietata partita a scacchi, vengono fuori, mossa dopo mossa, le personalità dei personaggi che abitano lo spettacolo. Da un lato Enrico, giovane scrittore di successo famoso per le sue ideologie e i suoi romanzi amorosi, e dall’altro Riccardo, giovane rampollo di ricca famiglia e sua moglie Laura. Le rivelazioni, i conflitti e i colpi di scena li porteranno a vivere la tragedia in cui sono completamente coinvolti e da cui ormai, non possono più sottrarsi.

Lo spettacolo vede il suo embrione nello studio di “Notte degli uomini” di Jean Bernard-Luc e dai giorni successivi al massacro di Charlie Hebdo. In quei giorni mi trovavo a Parigi e credo di portare questa mia esperienza in “Laura” perché è uno spettacolo che parla di tutti noi e che punta ad emozionare e far riflettere, con una storia semplice, profondamente intima e piena di colpi di scena.

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