Marzouk

NAPOLI – Al Teatro Bolivar si celebra la giornata della Donna con uno speciale concerto del portavoce della musica araba, il tunisino Marzouk Mejri e la sua ensemble. Un grande concerto dalle sonorità esotiche che culminerà con un invito, er tutte le spettatrici, ad esibirsi in una coinvolgente danza del ventre.

Lo spettacolo proposto dal Marzouk Mejri Ensemble è un concerto di incontri, una pratica sonora pienamente world, che non significa banalità globali patinate travestite da esotismo etnico ma confluenza di umori sonori e provenienze geografiche, pervasa da marcata spiritualità, ma animata da una chiara impronta metropolitana. Un giardino di suoni (Genina, che significa giardino in arabo, è il titolo del disco d’esordio ma anche il nome della madre di Marzouk) che si combinano in un’interazione inedita fra ritmi, strumenti e modalità musicali.Il progetto prevede anche la possibilità di una formazione arricchita dalla partecipazione di illustri ospiti, quali Habib Ben Marzouk (darbouka,voce), Daniele Sepe (sassofoni), Antonio Onorato (chitarre), Marcello Colasurdo (voce).Atmosfere sospese e pulsanti accelerazioni. Voci ondeggianti delle pelli dei tamburi, intarsi di flauti e ance, il canto melismatico di Marzouk Mejri, polistrumentista tunisino (nay, mezued, zukra, darbuka, bendir, tar) da 18 anni a Napoli, sferzate di free jazz, funky e progr rock, tocchi di elettronica, di dub e reggae che si innestano su forme e ritmi popolari dello stambeli, sui modi nobili del malouf, su espressioni del misticismo sufi.Punti cardinali diversi quelli su cui si fonda lo spettacolo del Marzouk Mejri Ensemble, combo dal suono fortemente internazionale, con e Stefano Costanzo (batteria), Gigi Scialdone (basso), Pietro Santangelo (sassofoni), Marcello Giannini (chitarre) Note e liriche che dichiarano un’appartenenza forte alla millenaria cultura musicale maghrebina ma sanno anche in maniera ardente affrontare tematiche esistenziali, istanze sociali e politiche dell’oggi, come avviene con la ripresa dei versi del poeta tunisino Abulkasem Eschebbi, feroce oppositore, con le armi della parola, della tirannide tunisina e del colonialismo francese. Canti d’amore, di fede, di coraggio nell’affrontare la vita.

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