TORRE DEL GRECO – Vincenzo Borriello era per tutti Giggiano. E con questo nomignolo, ad oltre due mesi dalla scomparsa, lo ricordano colleghi, amici ed estimatori. Tanti estimatori, non solo di Torre del Greco: perché se tutti nella città vesuviana conoscono la statua di San Vincenzo Romano a piazza Santa Croce e molti amano la Via Crucis nella chiesa dello Spirito Santo, in tantissimi hanno ammirato le porte da lui realizzate nella chiesa madre di Pietrelcina.

Queste e tante altre opere sono contenute nel libro scritto da Giorgio Castiello ed edito da La Tofa che sarà pubblicato nel periodo natalizio grazie all’iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura di Torre del Greco, retto da Enrico Pensati.

L’assessorato ha infatti finanziato la pubblicazione di alcuni testi di rilevanza storico-culturale e tra questi c’è quello dedicato a Vincenzo Giggiano Borriello: “Si tratta di un volume – spiega l’autore – scritto grazie alle indicazioni dell’artista. Due in particolare le sezioni del libro: la prima comprende una serie di scritti critici legati alle sue opere e alle sue mostre, tra le quali mi piace ricordare quello di Ciro Adrian Ciavolino; la seconda invece descrive alcune delle sue innumerevoli opere”.

Un libro nel quale si scopre anche il lato umano di Giggiano: “Il suo principale dono – sottolinea la vedova, Michela Gaglione – era l’empatia. Riusciva ad entrare immediatamente in contatto con i suoi interlocutori. Così sono nate alcune delle sue opere più importanti, come le porte nella chiesa madre di Pietrelcina, quando conobbe per pura combinazione il priore dell’epoca, o la statua dell’allora beato Vincenzo Romano, grazie al feeling con don Nicola Ciavolino”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il figlio dell’artista, Fabio Borriello: “Mi resterà sempre viva la sua grande ironia e la capacità di prevedere le cose, di avere sempre la parola giusta al momento giusto”.

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