NAPOLI – Durante questa settimana, più volte, l’informazione ha focalizzato l’attenzione sulle donne: sui diritti negati, sulle donne afghane, su quelle mamme e lavoratrici, sulle donne con disabilità e su quelle vittime di molestie come quelle recentemente denunciate a Rimini.

Ecco perché il Monito, programma tv ideato da Rosa Criscuolo e condotto con Lorenza Licenziati, ha voluto dedicare la sua ottava puntata all’universo femminile con ospiti di rilievo, rappresentative delle battaglie e dell’impegno quotidiano delle donne.

La puntata, che andrà in onda venerdì 13 maggio alle 22.30 su Tv Luna (canale 14 digitale terrestre e streaming su tvluna.it) verrà aperta dai contributi della giornalista de Il Monito, Pina Stendardo, sul percorso storico delle lotte delle donne, sull’acquisizione dei diritti e dell’affermazione della libertà, su cui si è immediatamente espressa la presidente del consiglio comunale di Telese Terme, Maria Venditti, la quale ha sottolineato “il deficit nel dibattito pubblico rispetto alle persone con disabilità dei temi relativi alla sessualità e alla maternità”, chiarendo ed evidenziando, dunque, un ritardo nell’emancipazione.

Ospite in studio, insieme a Maria Venditti, la ex senatrice Graziella Pagano, coordinatrice provinciale di Italia Viva a Napoli e simbolo della sinistra napoletana. Questi alcuni stralci del suo intervento nella puntata di venerdì prossimo: “Facevo parte di uno dei primi gruppi femministi di Napoli. Non bisogna più parlare di emancipazione. L’emancipazione avviene negli anni ’50. Nel rapporto tra uomo-donna ciò che conta è la differenza sessuale non l’uguaglianza. La donna combatte la sua battaglia per i diritti civili e sociali a partire dalla sua differenza. Non bisogna, dunque, adeguarsi al sistema maschile. Le donne durante il corso degli anni sono state poco attente a capire che c’era una differenza nella differenza, per cui poco attente ai diritti mancati delle donne con disabilità”. Nel 1996, ricorda, che quando era vicepresidente del Gruppo parlamentare DS fu cambiata la legge sulla violenza sessuale, da reato contro la morale a reato contro la persona: “In questa battaglia nacque un gruppo coeso di donne che copriva ogni ala parlamentare”. Pagano, poi, ricorda ancora quando rivestiva il ruolo di relatrice sulla legge relativa alla fecondazione assistita”.

Nel corso del dibattito si è inserito l’interessante contributo della crossdresser Ines Rodriguez che ha lanciato una riflessione sulla libertà di essere donne anche da parte di chi donna non è nata.

Maria Venditti ha, poi, rilevato l’emersione del tema dell’identità. “La liberazione piuttosto che la libertà parte da un empowerment, da una presa di coscienza di quello che si vuole essere come essere umano e arriva ad una costruzione di una propria identità”.

A parlare dei temi sulla violenza di genere che ha acuito i suoi effetti nel periodo post pandemico la deputata di Fdi nonché avvocato Ilenia Lucaselli: “La pandemia non ha aiutato né da un punto di vista lavorativo perché le donne sono state largamente penalizzate, né dal punto di vista della diminuzione della violenza domestica. Nella 18esima legislatura è passato in Aula il Codice Rosso con l’appoggio di tutti i partiti in maniera trasversale”. L’ on. Lucaselli sottolinea che “su alcune questioni, soprattutto quando si tratta di diritti delle donne, bisognerebbe avere in Europa una normazione comune”. Tuttavia la parlamentare fa rilevare che nel Codice Rosso c’è stata più un’attenzione sulle sanzioni che sulla prevenzione e “questo rappresenta un problema perché è come se si trattasse di un tabù demandato soltanto alle associazioni territoriali”.

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