Uno spettacolo nel ricordo di don Peppe Diana e del suo “coraggio di avere paura”

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NAPOLI – Il Teatro Totò, da sempre impegnato per difendere i grandi valori dell’esistenza umana e vicino alla società civile, per ricordare, per non dimenticare, per narrare un’assenza, e per favorire una fondamentale “memoria”, ha realizzato la messinscena nel ricordo di don Peppe Diana e del suo “coraggio di avere paura”. Una iniziativa artistica, umana e sociale che ha avuto da subito il patrocinio del Comitato don Peppe Diana, Libera e del Comune di Napoli, insieme al patrocinio del Comune di Casal di Principe.

Il Comitato don Peppe Diana, associazione di promozione sociale di secondo livello, fu costituito nel 2003 da sette organizzazioni attive nel sociale che decisero di impegnarsi per far conoscere il messaggio ed il sacrificio di don Giuseppe Diana .

Scritto da Gaetano Liguori insieme con Ciro Villano, con i contributi video di Gennaro Silvestro, lo spettacolo in scena da giovedì 21 febbraio alle ore 21.00, vede protagonisti l’attore torrese Ciro Liucci che proprio con l’Accademia delle Arti Teatrali Teatro Totò di Napoli ha iniziato la sua formazione e altri 20 attori sempre provenienti dalla stessa fucina di giovani artisti del teatro di via Frediano Cavara. Con loro, in scena nello spettacolo diretto dallo stesso autore Gaetano Liguori, anche il bravissimo Ciro Esposito, un giovane e noto attore che dopo aver debuttato nel 1992 sul grande schermo con il film “Io speriamo che me la cavo” con la regia di Lina Wertmuller, si è sempre fatto più apprezzare per le sue partecipazioni teatrali e per i suoi ruoli nelle più seguite soap e fiction televisive della Rai.

Vicina alle tematiche sociali, proprio come quella riguardante la vicenda di don Peppe Diana, nonché attenta, oltre che al percorso artistico dei giovani, all’evoluzione della loro vita dal punto di vista umano e morale, è l’Accademia delle Arti teatrali del Teatro del Totò, a fornire la massima parte degli attori dello spettacolo “Peppe Diana- Il coraggio di avere paura”, che rientra anche nel programma di iniziative nazionali per il 25esimo anniversario in ricordo di don Diana.

Impegnata in un quartiere difficile e complesso come quello di San Lorenzo, l’Accademia del Teatro Totò ha sempre trattato con particolare attenzione le tematiche sociali, così come gli argomenti formativi per i giovani attori che negli anni hanno affrontato spettacoli come: “Scetate Maestà” ambientato durante la rivoluzione napoletana del 1799, “’O juorno ‘e San Michele” di Elvio Porta dove si affrontava la questione meridionale e come “Al di là del mare per non dimenticare” dove si puntavano i riflettori sul femminicidio, tema quanto mai attuale negli ultimi tempi.

Luogo d’incontro e di cultura da sempre aperto alla città ed ai giovani del quartiere, il Teatro Totò, continuando a celebrare l’illustre personaggio cui ha dedicato l’intestazione fin dalla sua inagurazione del 1996, insiste nel rappresentare un’isola felice per i giovani spesso vittime dei problemi della strada e di una società difficile. Continuando grazie al costante impegno del direttore artistico Gaetano Liguori, a formare e ad avviare alla professione d’attore tantissimi ragazzi, tenendoli al tempo stesso lontani dalle insidie del territorio, il Teatro Totò e la sua Accademia Teatrale, insistono nel portare avanti una vera e propria missione divisa tra l’arte del teatro, l’inserimento nel mondo del lavoro ed una cultura sinonimo di buoni propositi e rettitudine morale.
Il Teatro Toto’ e l’Accademia Teatrale con il direttore artistico Gaetano Liguori, d’accordo con il Comitato don Peppe Diana, da maggio a luglio 2019 terranno un corso di teatro per 20 giovani e non, del territorio casalese. Un’opportunità offerta nell’ottica della formazione e del riscatto sociale, così come voleva don Diana. Le lezioni saranno ospitate a Casa don Diana, bene confiscato a Casal di Principe.

Peppe Diana – Il coraggio di avere paura

NOTE DI REGIA: Siamo nella chiesa di San Nicola a Casal di Principe, sono le 7:25 del 19 Marzo 1994 è San Giuseppe. Don Peppino Diana dirà messa molto presto quella mattina, poi si recherà ad Aversa all’ITIS A. Volta dove insegna.

Per il pomeriggio i suoi amici gli hanno preparato una piccola festa per il suo onomastico, ma quella festa e quella messa annunciata per le 7:30 non saranno mai celebrate. I killer della camorra spezzeranno la sua vita con quattro colpi di pistola sparati a bruciapelo con rara ferocia in pieno viso. Peppino tre giorni prima della sua morte , era stato interrogato in procura sui rapporti d’affari tra politica e camorra. Solo qualche mese prima aveva organizzato una fiaccolata anticamorra che aveva coinvolto però solo poche persone. Aveva firmato un documento di denuncia contro la malavita organizzata, si dava da fare per aiutare gli extracomunitari, lavorava con una comunità che si occupava dei tossicodipendenti e seguiva con passione il gruppo dei giovani scout. Un prete molto scomodo quindi, per chi fa del malaffare una regola di vita. Ecco perché muore a soli 36 anni Don Peppe. Voleva educare i giovani alla legalità , al rifiuto della convivenza con la camorra ed al suo sistema di potere. Probabilmente questa azione civica quotidiana gli è costata la giovane vita. Ecco quindi che il modo migliore per rendere onore alla sua memoria ci è sembrato quello realizzare uno spettacolo teatrale che ci parlasse di lui, della sua vita , dei suoi dilemmi, dei tanti dubbi che Don Peppe aveva avuto anche sull’atteggiamento della stessa chiesa nei confronti dei camorristi.

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