V.A.S. Napoli segnala possibili resti archeologici in via S. Gennaro ad Antignano

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DI SEGUITO LA P.E.C. DEL COORDINATORE DI V.A.S. NAPOLI, ERMETE FERRARO
  • Alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli
  • All’Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli, Laura LIETO
“Io sottoscritto, prof. Ermete Ferraro – n.q. di Coordinatore del Circolo di Napoli dell’Associazione Nazionale di protezione Ambientale V.A.S. – Verdi Ambiente e Società A.P.S. e membro del Comitato Esecutivo nazionale – mi unisco alle preoccupazioni espresse dalla Rete Sociale No Box, Diritto alla Città (cui V.A.S. napoli aderisce) in merito al ripristino di una corretta e decorosa viabilità in via San Gennaro ad Antignano, tuttora interrotta parzialmente da una recinzione di cantiere pur essendo stata ultimata, dopo molti anni, la realizzazione di un muro di contenimento della frana del costone sovrastante.
Riprendendo quanto segnalava già nel gennaio 2025 la stessa Rete No Box, faccio inoltre presente che la costruzione dell’attuale muraglione di contenimento occlude completamente un’area di potenziale valore archeologico, di cui erano state accluse alcune immagini fotografiche tratte da Google Maps.
Si è operato, infatti, sul tracciato dell’antichissima strada romana di collegamento “per colles” tra l’area flegreo-collinare col centro cittadino di Napoli, nota anche come Via Antiniana, di cui peraltro, a breve distanza, si possono tuttora ammirare alcune evidenze archeologiche a suo tempo salvate (archi con la tecnica dell’opus reticulatum, presenti nell’area antistante la stazione ‘ Salvator Rosa’ della Metropolitana di Napoli – Linea 1.
Un pezzo di muro con esedre, apparentemente di simile fattura, si trovava proprio di fronte al Distretto Sanitario dell’ASL NA 1, seppellito per anni sotto l’abbondante vegetazione che ricopriva il muro di contenimento, sorretto da ingombranti contrafforti tuttora presenti. Allo stato, dopo il recente – per quanto tardivo e incompleto – intervento di messa in sicurezza, un brutto muraglione con mattoni di tufo ne impedisce totalmente la visuale (vedi fotografie allegate). Dopo anni d’incuria e mancanza d’interventi appropriati, quindi, il rischio è ora quello di aver irresponsabilmente compromesso, o sperabilmente solo occluso, probabili resti di natura archeologica.
In merito a quanto segnalato, chiedo pertanto un intervento urgente da parte della Soprintendenza in indirizzo, ma anche doverosi chiarimenti su tale vicenda da parte dell’Assessorato Comunale all’Urbanistica.”

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