NAPOLI – Inizia la settimana di Spinacorona, venti concerti dalle 12 di giovedì 29 settembre alla tarda serata di domenica 2 ottobre in tredici diverse sedi del Centro di Napoli che offriranno uno spaccato della ricchezza e della varietà del patrimonio storico artistico della Città.

Si comincia in due luoghi che accolgono il Festival per la prima volta: il Prologo a mezzogiorno del 29 vedrà due giovanissime arpiste alla Disciplina della Santa Croce, chiesa d’origine antichissima alle spalle di Sant’Agostino alla Zecca, arricchita da un retablo quattrocentesco di Pietro Buono; l’inaugurazione vera e propria della sera porterà invece l’Orchestra della Toscana, Michele Campanella e Monica Leone nell’incanto della Chiesa di San Filippo Neri del Complesso Monumentale dei Girolamini, uno scrigno ricchissimo del quale napoletani e turisti stanno progressivamente riappropriandosi dopo lunghi e importanti restauri.

Nel pomeriggio e nella sera di venerdì 30 la musica di Spinacorona tornerà nella magnifica Basilica paleocristiana di Santa Restituta nel Duomo di Napoli, nella evocativa Chiesa di San Gregorio armeno e nella preziosa Cappella del Real Manso di Scala per finire in Sant’Anna dei Lombardi, l’enclave rinascimental-toscana che per la prima volta entra a far parte degli itinerari delle “passeggiate musicali”.

Sabato 1 ottobre sarà un’intera giornata dedicata a Franz Liszt, musicista italiano: si inizierà nel suggestivo Chiostro di Monteverginella e poi si farà la spola tra la meravigliosa Basilica del Gesù Vecchio, dove il Festival torna dopo quattro anni, e la magnifica Sala del Real Museo di Mineralogia che già l’anno scorso ha aperto le sue porte ai concerti tra le sue teche illuminate, scintillanti di reperti rari.

Domenica 2, giornata conclusiva, si alterneranno spazi tra loro diversissimi, accomunati dall’essere sponde di un reticolo magico racchiuso in un’area dove la storia ha lasciato le sue tracce evidenti. Si parte dalla settecentesca Chiesa di San Demetrio e Bonifacio, messa a disposizione dal Dipartimento di Architettura della Federico II; si approda alla barocca Santa Maria di Donnalbina, lì dove riposa Giovanni Paisiello; si visita, per la prima volta in questo caso, il Refettorio affrescato del cinquecentesco Convento di Regina Coeli dove tuttora le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret consumano i loro pasti quotidiani e si torna a Sant’Anna, Mineralogia e al Gesù Vecchio. Il gran finale poi sarà ospitato dal Cortile del Maschio Angioino, uno dei simboli universali della Città che sarà la culla ideale per un programma speciale – dedicato a Napoli – da Maria Pia De Vito, voce del jazz internazionale raffinatissima interprete di un sound fortemente radicato a Partenope.

Le sedi apriranno trenta minuti prima di ogni concerto con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti; il Festival ideato e diretto da Michele Campanella e finanziato dal Comune di Napoli, avrà il coordinamento di Giovanni Oliva e la segreteria artistica di Livia Grimaldi mentre la comunicazione e l’immagine sono affidate ad Artetica e Doppiavoce.
Da quest’anno a produrlo saranno Gabbianella Club e Ravello Creative Lab. «La nostra azienda ha una sola grande mission: creare eventi e sostenere la cultura. E quando tutto ciò si realizza a Napoli, in tredici luoghi particolari nel cuore della città, piccoli grandi tesori nascosti, aperti al grande pubblico, significa che abbiamo fatto centro. Essere imprenditori nel mondo dell’arte non è certo una sfida facile. Siamo coraggiosi, audaci e a volte folli: e la rassegna Spinacorona è l’emblema del nostro modo di fare impresa. L’arte, la cultura e il bello non possono e non devono essere prerogativa per pochi. Per questo motivi, sin da subito, abbiamo sposato con entusiasmo il progetto del maestro Campanella» ha dichiarato Gianluigi Osteri, manager di Gabbianella Club.

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