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NAPOLI – Le ultime misure predisposte dallo Stato sono insufficienti per sostenere le imprese, campane. Confesercenti Campania, nella persona del presidente Vincenzo Schiavo lancia per questo un grido d’allarme imponente: «Noi di Confesercenti invochiamo riscontri immediati dal Governo e dalla Regione Campania, perché altrimenti le aziende rischiano di finire nella morsa della camorra. C’è un mondo occulto che potrebbe intervenire al posto dello Stato. Se le Istituzioni non intervengono immediatamente a sostegno delle aziende, l’ombra dell’illegalità avanzerebbe inesorabile sulle nostre attività. Lo Stato ha la responsabilità di aiutare le imprese a rimanere nella legalità, in una qualità di vita ed in un’economia sana, abbiamo bisogno di risposte immediate anche per questi motivi». L’allarme di Schiavo è legato alle incerte e incongrue misure, secondo il presidente di Confesercenti Campania, poste a sostegno delle imprese. «Senza interventi urgenti e concreti – spiega Schiavo – il tessuto imprenditoriale italiano e quindi anche campano verrà perso. Le imprese non hanno ancora avuto risposte adeguate, non si riescono a capire le modalità di ottenimento delle misure e siamo arrivati già ad aprile. Gli imprenditori hanno bisogno di avere liquidità in tasca, disponibili subito, per sostenere le spese (utenze e impegni bancari) per mantenere in vita le proprie aziende. Occorre che le banche aprano i loro fortini, dando economia agli imprenditori. Speriamo inoltre di ricevere quanto prima risposte anche dalla Regione e dal Governatore De Luca alle nostre missive ufficiali mandate il 20 e il 24 marzo. Noi di Confesercenti diamo voce alle piccole e medie imprese campane che sono in terapia intensiva a un passo dalla morte. Ci siamo autotassati, nell’ultimo week-end, per consentire a diversi negozianti di comprare spesa e generi alimentari per le proprie famiglie. Siamo vigili, semplicemente – aggiunge Vincenzo Schiavo – perché intendiamo tutelare i nostri associati e le piccole e medie imprese in gravissima crisi. Le imprese sono a un passo dal fallimento che potrebbe riguardare anche oltre il 50% delle aziende interessate. In questo momento – conclude il presidente di Confesercenti Campania – le nostre attività sono come navi lasciate in balìa della tempesta in mare aperto. Occorre al più presto che lo Stato lanci il “salvagente”».

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