NAPOLI – “Siamo in piena pandemia e il diktat sbandierato è sempre lo stesso: semplificare. Eppure, in questi ultimi mesi non c’è stato un solo passaggio che abbia ‘semplificato’ la vita ai professionisti e ai contribuenti. Forse il governo sta facendo una lotta ‘alla’ semplificazione, più che ‘per la’ semplificazione. Crediamo che sarebbe opportuno, in piena pandemia sanitaria e nel mezzo di una grave crisi economica, una semplificazione reale per i contribuenti e i professionisti che ogni giorno li assistono, altrimenti il sistema andrà al collasso”. Lo afferma Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili.

“Tutte le scelte prese sono andate nella direzione contraria rispetto a una semplificazione del fisco”, evidenzia De Lise.

“Si pensi alla fattura elettronica, che non ha mai generato un utilizzo automatico da parte dell’Agenzia delle Entrate. Oppure ai decreti confusi, pieni di refusi e rimandi ad altri decreti e non possono essere considerati come una agevolazione o un alleggerimento volto ad una migliore gestione del periodo pandemico”.

“Adesso, ci dicono che nel 2021 dovrebbe partire la periodicità mensile dell’invio dei dati al Sistema TS, che finora è stato un adempimento annuale. Ricordiamo che ad oggi le fatture emesse dai medici nei confronti dei loro pazienti privati sono le uniche a non poter transitare attraverso il canale SDI per le carenze dell’Agenzia delle Entrate, incapace di garantire la privacy dei riceventi fattura”.

“Infine – conclude il presidente nazionale dell’Ungdcec – preoccupa la previsione di utilizzo dello SPID come unico metodo attraverso cui accedere alle posizioni personali dei contribuenti. Sarebbe utile che anche i professionisti possano acquisire un’unica delega (e non 5, come accade oggi) per tutte le “potenzialità” dei servizi pubblici”.

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