NAPOLI – Chi si aspettava dal nuovo governo una sorta di moltiplicazione dei pani e dei pesci si è dovuto alla fine ricredere. Dopotutto quell’uomo di 2000 anni fa non si chiamava Mario Draghi. Ma in Italia, poi, i miracoli non riescono a nessuno, nemmeno all’ex numero 1 di BCE che qualcuno aveva dipinto come la gallina dalle uova d’oro, e che invece, attraverso questa misura appena varata, ha dimostrato che quelle uova al massimo sono di una lega non meglio identificata ed arrugginita. Arrugginita perché un pochino meglio di lui, almeno nelle intenzioni, aveva fatto Giuseppe Conte con l’illusione di alzare l’asticella della percentuale delle perdite delle imprese colpite dai lockdown. Numeri comunque irrisori rispetto al resto d’Europa, ma mai le piccole attività produttive tricolori si sarebbero aspettate una misura che definire ‘portoghese’ è un complimento fatto solo ed unicamente al modo di dire.
La scia dei disillusi è lunghissima alla sommità della quale, oltre alle più grosse sigle di rappresentanza datoriale ci sono anche gli economisti che avevano creduto nel nuovo governo. “ Sono stato uno di quelli che ha creduto fortemente nella preparazione e nello spessore personale e professionale di Mario Draghi – ha esordito Gianni Lepre, presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti ed opinionista economico del Tg2 – ma onestamente sono rimasto profondamente deluso leggendo i numeri”. “In quei numeri – ha continuato Lepre – non si legge solo la recessione definitiva dell’economia nazionale, ma soprattutto si legge la fame e la miseria alla quella è destinata questa e la prossima generazione di PMI”. Lepre ha poi concluso: “Dai Ristori ai Sostegni, in pratica dalla padella alla brace e senza via di scampo per nessuno, in maniera particolare per tutte quelle decine di migliaia di imprese che vanno verso il fallimento. Sarà un’ecatombe che peserà sulle spalle dell’unica persona che poteva salvare il sistema Italia, ma che probabilmente è stato indotto a salvare solo le grandi e potenti realtà economiche a scapito dei piccoli destinati a sparire”. Nel discorso si innesta anche l’Associazione OroItaly che rappresenta il settore orafo, eccellenza e vanto dell’Italia nel mondo. “Sono sconcertato – dichiara Salvio Pace, presidente del sodalizio degli orafi – i numeri e le modalità di questa nuova misura mi hanno e ci hanno lasciato senza parole anche in considerazione del fatto che avevamo tanto criticato l’ex premier Conte sulla questione dei Ristori. La mia categoria – ha concluso poi il presidente Pace – non solo resta al palo, ma tante realtà rischiano addirittura di sparire sotto il peso dei mancati incassi, delle restrizioni e delle politiche cervellotiche delle amministrazioni regionali”.
Alla fine sia il prof. Lepre, che tra le altre cose è Segretario generale di OroItaly, che il presidente Pace sono stati concordi su una cosa: “Questa misura rappresenta uno sprezzante calcio alle piccole imprese, come a voler sottolineare che il loro destino non interessa a nessuno”.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments