Il dialogo di sostenibilità tra imprese e banche è uno strumento creato per standardizzare la comunicazione sulla sostenibilità, fornendo alle PMI un set di informazioni da comunicare alle banche per l’accesso ai finanziamenti. Semplifica la raccolta di dati ESG (ambientali, sociali e di governance), promuovendo trasparenza e consapevolezza. Questo processo aiuta le banche a valutare i rischi legati alla sostenibilità e le imprese a dimostrare il loro impegno, facilitando l’accesso al credito e a condizioni più favorevoli.
A Napoli pomeriggio di confronto tra esperi del settore a Villa Doria aperto dall’intervento del presidente della Bcc Napoli Amedeo Manzo
IL PROGETTO
Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Technical Support Instrument, gestito dal Direttorato Generale per il Supporto alle Riforme Strutturali (European Commission Directorate – General for Structural Reform Support).
Il contesto normativo europeo, profondamente rinnovato nell’ultimo decennio, richiede che le imprese quotate, di maggiori dimensioni e le istituzioni finanziarie dispongano di informazioni chiare ed affidabili sugli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG). In particolare, la normativa prescrive informazioni sia sugli impatti ambientali diretti dell’attività delle imprese sia su quelli indiretti, relativi alla cosiddetta “catena del valore” (generati cioè dalle imprese fornitrici e clienti). La domanda di informazioni di sostenibilità è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni alla luce degli obblighi che graveranno su talune categorie di grandi imprese in conseguenza del recepimento della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (previsto entro l’estate del 2026).
Sebbene le PMI non quotate non siano soggette a questo corpus di norme, esse già si trovano a fronteggiare richieste di informazioni di sostenibilità, provenienti sia dalle grandi imprese committenti, sia dalle banche e intermediari finanziari. Se, da un lato, la raccolta di queste informazioni implica uno sforzo, dall’altro lato essa può contribuire a migliorare il posizionamento concorrenziale delle PMI, in quanto consente loro di valutare meglio i rischi, pianificare gli investimenti e accedere a finanziamenti privati, oltre a fondi e garanzie pubbliche. Inoltre, l’investimento mirato a ridurre la propria impronta ambientale (ad esempio, mediante l’efficientamento energetico o l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili) e la propria esposizione ai rischi climatici permetterà alle imprese di aumentare la resilienza a shock energetici e climatici.
In questa cornice si colloca il Documento, che mira ad aiutare le PMI nella raccolta e produzione di informazioni relative agli aspetti ESG, e al contempo favorire la standardizzazione delle richieste informative in materia ESG che vengono loro rivolte dalle banche, riducendone gli oneri.
Rispetto alla versione sottoposta alla consultazione pubblica conclusa il 2 agosto 2024 (clicca qui per visualizzare i contributi pervenuti), il Documento è stato snellito e reso più chiaro, con una riduzione degli indicatori da 45 a 40, una riorganizzazione delle sezioni principali e una semplificazione delle informazioni più complesse. Alcune informazioni sono state accorpate, per esempio quelle sui dati sugli inquinanti verso aria, acqua e suolo, mentre quelle sugli obiettivi ambientali e sugli aspetti sociali e di governance sono state ampliate. Il tutto con l’obiettivo di offrire uno strumento ancor più mirato, efficace e facilmente comprensibile.
Tra i Documenti correlati, nella presente pagina, sono consultabili anche gli Esiti della consultazione pubblica, che hanno contribuito a modellare il contenuto finale del Documento, e la Brochure, un documento di sintesi di tutto il lavoro svolto.














